Sigilli a 5mila chili di cibi avariati
Parte di prodotti mal conservati destinati a un ristorante cinese di Lanciano dove è partita l’inchiesta
LANCIANO. Cinque tonnellate di prodotti alimentari cinesi sono stati sequestrate dalla Forestale a un grossista di Roma che riforniva un ristorante di Lanciano e altri locali in Abruzzo e nel Lazio.
L’operazione è stata condotta congiuntamente dal Nucleo Agroalimentare e Forestale (Naf) del corpo forestale dell’Abruzzo e del Lazio. L’indagine è partita da un controllo effettuato, il 24 luglio scorso, dal Naf di Chieti nella città frentana a carico di un autocarro per il trasporto di prodotti alimentari e di un ristorante cinese.
Gli investigatori abruzzesi si erano accorti che qualcosa non andava nel confezionamento e nella tracciabilità dei prodotti alimentari trasportati. Nell’occasione erano stati sequestrati 350 chili di prodotti alimentari, in parte destinati anche al ristorante (che alla fine aveva ricevuto solo una diffida da parte della Asl per effettuare alcuni interventi all’interno dei locali).
Nell’ispezionare la cella frigorifera del furgone gli investigatori avevano trovato sacchetti di alimenti in stato avanzato di scongelamento, prodotti come polli, merluzzo, gamberi e vegetali in cattivo stato di conservazione, trasportati, tra l’altro, a una temperatura superiore ai 30 gradi centigradi. Il veicolo era risultato appartenere a una ditta in provincia di Milano, ma in realtà le successive indagini hanno portato gli investigatori nel Lazio.
Confrontando i registri della Camera di commercio e altri dati documentali, in un lavoro di ricerca che non si è dimostrato semplice, la Forestale ha individuato a Roma il grossista che commercializza in Italia i prodotti rinvenuti a Lanciano.
E nei giorni scorsi è scattata l’ispezione. Dal controllo del centro di staggio, il Naf Abruzzo e quello del Lazio hanno riscontrato alimenti privi di adeguata etichettatura e in condizioni igienico sanitarie precarie.
Gli investigatori hanno quindi sequestrato germogli di soia, gnocchi di riso white rice cake e di rice stick per un totale di 5 tonnellate.
Nel magazzino sono state trovate anche buste aperti di alimenti, sui quali si andavano a posare le mosche. Per i titolari della ditta non è però scattata la denuncia, come prevedono le recenti disposizioni in materia.
Su richiesta della Forestale sono intervenuti anche gli operatori della Asl competente per territorio che hanno effettuato vari campionamenti dei prodotti alimentari per verificarne la genuinità. L’attività svolta ha impedito che i prodotti sequestrati venissero commercializzati nei ristoranti cinesi dell’Abruzzo –non solo a Lanciano, ma anche all’Aquila, Avezzano e Pescara, tra gli altri- e del Lazio.
Stefania Sorge

