Simone, acquisite le prove del pestaggio

5 Marzo 2015

La Mobile preleva le cartelle cliniche a Chieti e Pescara. Il perito: la telecamera non è manomessa

CHIETI. Al pronto soccorso di Chieti e nei reparti di Rianimazione e Neurochirurgia dell’ospedale di Pescara le prove del pestaggio di Simone Daita, il giornalista teatino di 52 anni ridotto in fin di vita nella notte tra sabato e domenica scorsi. Gli investigatori della seconda sezione della Mobile, su delega del pm, Giuseppe Falasca, hanno notificato ieri pomeriggio ai due ospedali la richiesta di copie delle cartelle cliniche di Daita. Gli atti saranno consegnati al consulente medico Cristian D’Ovidio che li confronterà con i risultati dell’ispezione personale eseguita, due giorni fa, su Emanuele D’Onofrio, il 23enne di Chieti per ora unico indagato del pestaggio di piazza Vico. La comparazione servirà a chiarire il punto principale di questa agghiacciante vicenda, e cioè quante persone hanno ridotto in fin di vita Simone. La presenza di molte fratture sul volto del 52enne dimostra la tesi del pestaggio. Commesso da una o più persone? L’indagato, nella sua ultima versione, afferma di aver dato un solo pugno al mento del giornalista teatino, portando così gli investigatori sulla pista del gruppo-selvaggio. Ma la polizia non darebbero molto credito a questa versione difensiva e, circoscrive l’azione violenta a un massimo di due giovani anche se non ci sono testimoni che lo confermano. Quelli finora sentiti in questura non hanno dato versioni diverse rispetto all’indagato. Né è possibile ricostruire la drammatica sequenza dei fatti attraverso le immagini della telecamera del bar Bon Bon che, come diceva la titolare, è realmente fuori uso dal 5 febbraio. La consulenza sull’impianto lo ha confermato fugando i sospetti di manomissione. La presenza di polvere sull’hard disk dimostra la rottura non recente. Parte da qui un duplice appello rivolto a nuovi testimoni a farsi avanti. Lo chiedono la polizia e gli amici di Simone. Questi annunciano un presidio in piazza Vico per sabato pomeriggio in segno di solidarietà verso il 52enne e per sensibilizzare Chieti contro la violenza dilagante. (l.c.)