Simula la vendita del mosto e froda il fisco

14 Giugno 2019

Evasione di oltre 700mila euro scoperta dalla Finanza: sequestrati villa e 4 conti correnti. Il profitto è di 100mila euro

LANCIANO. Truffa il fisco per oltre 700mila euro simulando compravendite di mosto d’uva. È finito nei guai un imprenditore vitivinicolo del Frentano, al quale la guardia di finanza ha sequestrato conti correnti e una villa. B.D.T., 66 anni, residente a Castel Frentano e titolare di un’impresa vitivinicola nella zona industriale di Casoli, è stato denunciato per frode fiscale dalle fiamme gialle. I militari della compagnia di Lanciano hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, su richiesta del pubblico ministero Francesco Carusi, del valore di 100mila euro. L’imprenditore avrebbe frodato l’Erario attraverso un sistema di false fatturazioni con altre imprese compiacenti operanti nello stesso settore e sparse sul territorio nazionale, ma principalmente concentrate nel centro-sud Italia.
L’indagine, durata un anno, è partita da una verifica fiscale. L’attività ispettiva eseguita dalle fiamme gialle frentane, guidate dal capitano Francesco Dascanio, ha permesso di appurare come l’imprenditore abbia simulato compravendite di mosto d’uva, utilizzato per la produzione di vini regionali abruzzesi, attestando viaggi di spedizione e consegne di merci nella realtà mai avvenuti. Secondo gli investigatori, B.D.T. periodicamente faceva sparire i cronotachigrafi dei mezzi aziendali, presentando anche regolare denuncia ai carabinieri. Ma la Finanza si è servita di strumentazione tecnica avanzata per ricavare il dato certo dei dispositivi indicati nei documenti di trasporto, verificando che in alcuni casi i mezzi dell’azienda non avevano mai lasciato lo stabilimento di Casoli. Da questi dati e dall’esame della documentazione amministrativo-contabile aziendale, è emersa una frode al fisco per oltre 700mila euro, da cui deriva un indebito risparmio di 100mila euro di Iva non versata.
Il comportamento fraudolento dell’imprenditore non si sarebbe limitato solo all’evasione delle imposte, ma anche a neutralizzare la pretesa erariale dello Stato. Per evitare la confisca dei propri beni, a indagini ormai avviate, B.D.T. avrebbe simulato la vendita di una villa e di diversi terreni a un valore di mercato sottostimato in favore di una società immobiliare costituita ad hoc e legalmente rappresentata da un familiare, continuando però a mantenere l’effettivo possesso delle sue proprietà. Per questo è stato denunciato anche per sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte. Le prove raccolte e messe a disposizione dell’autorità giudiziaria hanno permesso il sequestro di quattro conti correnti personali e di una villa residenziale a Castel Frentano, che rappresentano il valore del profitto del reato, stimato in 100mila euro.
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