Sindacati e associazioni: «Contrari al deposito gpl»

Domani conferenza dei servizi con il ministero, si decide sul mega progetto in porto Cresce il fronte del no: un impianto invasivo e ad alto rischio, le criticità sono tante
ORTONA . L’appuntamento è per domani alle ore 10, quando il confronto in modalità telematica con il ministero dello Sviluppo economico porterà ad una decisione con ogni probabilità definitiva sulle sorti del progetto di costruzione di un deposito gpl da 25mila metri cubi in area portuale. Alla vigilia della conferenza dei servizi, però, si rafforza ancora di più il fronte del no all’impianto. Scendono in campo le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali della regione, impegnate in questi anni alla realizzazione della zona economica speciale e del corridoio trasversale Tirreno-Adriatico, con la centralità del porto di Ortona per il futuro sviluppo economico ed industriale di tutto il centro Italia. «Mai come adesso è fondamentale chiudere grandi opere infrastrutturali sulle quali si discute da troppi anni, a cominciare dalla rete ferroviaria alta velocità ed alta capacità Roma-Pescara, già inserita sul piano nazionale delle grandi infrastrutture», affermano Agci, Casartigiani, Cia, Claai, Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Legacoop, Cgil, Cisl, Uil e Ugl.
«Un intervento così invasivo vanificherebbe tutti gli sforzi fatti in questi anni per rendere fruibili i porti di Ortona e Vasto ad uno sviluppo del centro Italia verso l’area Balcanica, verso il Basso Mediterraneo ed unitamente all’interporto di Manoppello e l’autoparco di Avezzano con l’aeroporto di Pescara per la definizione di una grande piattaforma logistica a copertura dei Paesi dell’Unione europea e del Mediterraneo. Gli studi specialistici effettuati sull’impianto di gpl da realizzare sul porto di Ortona», continuano, «dimostrano quante criticità verrebbero a manifestarsi, a cominciare dai rischi connessi al prodotto stoccato ed in particolare al trasporto dello stesso prodotto. Per tali operazioni, proprio per la conformazione dello stesso porto, l’infrastruttura si troverebbe a subire il blocco di qualsiasi operazione portuale per i tempi di scarico, stoccaggio e trasporto».
Pertanto tutte le organizzazioni si aspettano che questo capitolo si chiuda definitivamente «perché la Regione Abruzzo, l’Autorità portuale ed il ministero dello Sviluppo economico si concentrino sulla nomina del Comitato di Indirizzo e del commissario della zes che da troppo tempo resta ancora non operativa».
Mentre anche dall’amministrazione comunale è stata ribadita la contrarietà al progetto, c’è l’intervento di Ascom Abruzzo e della sua sezione di Ortona. «Un progetto deleterio per l’intera Costa dei trabocchi, che necessita soprattutto in questo momento di salvaguardia, e non di impianti anacronistici e ad alto rischio ed impatto, sia per l’ambiente che per la salute», dice il presidente regionale Angelo Allegrino. «Bisogna scongiurare», aggiunge Matteo D’Intino, neo responsabile Ascom di Ortona, «che l’impianto venga realizzato. E bene fa il Comune a schierarsi contro. È necessario dare lo stop definitivo ad un’opera che non porterà alcun beneficio e che è pericolosa».

