«Sir di Chieti scalo, ritardi inaccettabili»

13 Ottobre 2018

Il Forum H20 denuncia: «La situazione è drammatica e la salute dei cittadini è a rischio»

CHIETI. «La situazione nel Sir di Chieti scalo è drammatica». Il Forum H20, dopo tante battaglie, torna a esprimere la sua preoccupazione per le zone inquinate nella parte bassa della città. «In un verbale del gruppo di lavoro sul sito regionale di bonifiche di Chieti scalo», spiegano i rappresentanti del Forum H20, «c’è un passaggio drammatico che parla di indice di rischio non accettabile dalla falda acquifera per l’uomo in un raggio di mille metri dall’ex conceria Cap a Chieti scalo. Questo passaggio, assieme alle parole inequivocabili della Asl circa gli impatti sanitari nei siti contaminati e i rischi concreti per i cittadini, è contenuto in un verbale del 14 maggio 2018. Peccato che lo studio a cui si riferisce la dottoressa Luchetti dell’Arta, relativo all’inquinamento da sostanze pericolose come tricloroetilene e dicloroetilene, sia del 2006. Vorremo capire cosa è stato fatto di concreto finora, a parte qualche ordinanza e qualche tabella messa per strada, per evitare l’esposizione dei cittadini a sostanze così rischiose.
Noi del Forum H20», aggiungono i rappresentanti, «esprimiamo tutta la nostra preoccupazione sia per i dati che piano piano emergono dai cassetti degli enti sia per i ritardi del tutto inaccettabili che riguardano le procedure di bonifica di questo sito. Non è possibile questo stillicidio di informazioni, spesso divulgate solo grazie alla stampa, peraltro dal contenuto gravissimo, quando dal 2005 esiste un decreto, il 195 che impone agli enti di pubblicare tutti i dati ambientali in loro possesso, anche se prodotti da altri enti». Il Forum H20 chiede maggiore trasparenza a tutti gli organi competenti. «L’Arta e la Regione, che ha perimetrato il sito, devono garantire un flusso di informazioni costante verso i cittadini. Il Comune di Chieti deve aggiornare costantemente il sito pubblicando tutte le relazioni in suo possesso.
È altrettanto inaccettabile», si legge a margine della nota, «venire a conoscenza delle difficoltà nell’individuazione da parte della Provincia di Chieti dei soggetti responsabili dell’inquinamento che dovrebbero attuare le bonifiche come previsto dal principio che dice che chi inquina paga. Insomma, serve uno scatto in avanti per assicurare il risanamento in un territorio che versa in uno stato ambientale estremamente degradato».
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