Sirene accese per ricordare l’operaio morto

24 Settembre 2020

Pilkington, Primo e Bravo rendono onore al dipendente ucciso dal Covid. Marcovecchio: era un amico

CUPELLO . La Pilkington ha reso onore ieri mattina ad Antonio Piccirilli, il dipendente ucciso dal Covid-19. Alle 11, nel momento in cui a Cupello il feretro del dipendente rientrato da Pescara veniva benedetto all’interno della chiesa del cimitero, il suono delle sirene alla Pilkington, alla Primo e in Bravo, hanno ricordato l’operaio. È stato un momento commovente, condiviso da duemila lavoratori. Negli uffici gli impiegati si sono fermati per un minuto. Nella fabbrica di Piana Sant’Angelo è stato un momento di doloroso ricordo.
Altrettanto commovente è stato il rito funebre celebrato obbligatoriamente in forma strettamente privata nella chiesa del cimitero di Cupello, seguendo il protocollo di sicurezza anti Covid. In tanti hanno comunque indirizzato allo sfortunato lavoratore messaggi di ricordo e dolore. Fra loro il consigliere regionale Manuele Marcovecchio, amico e compaesano di Piccirilli. «Oggi avrei voluto commentare le cose della politica», ha scritto Marcovecchio. «Invece piango un amico. Un grande amico dal viso semplice e rotondo, sempre vicino come nel giorno del matrimonio di mia sorella. Lui poco più che ventenne, io ancora studente di liceo. Un viso che tradiva simpatia e bontà d'animo. Lo ricordo sorridente nella Nsu Prinz, che pure mi faceva provare, di nascosto dai miei, quand’ero ancora minorenne. Mentre la domenica mattina, poco prima della messa comunitaria, accendeva l’organo per farmi strimpellare la colonna sonora di “Profondo Rosso”, con il parroco che ci urlava di smettere. E poi ancora gli anni vissuti insieme nella Giovane Corale: io cantore mediocre, lui fisarmonicista di serie. Quel virus maledetto oggi ha vinto e abbiamo perso insieme. Così mi tengo strette le sue foto e i ricordi più belli della nostra amicizia. Da oggi mi sento più solo».
Centinaia i messaggi di cordoglio arrivati alla moglie Gabriella e ai figli Mario ed Elena. Sul suo profilo Facebook sono comparsi struggenti ricordi, come quello dell’amico Sante D’Alberto. «Parlava poco ma faceva tanto e bene. Abbiamo condiviso tanti anni e tanti percorsi familiari, professionali, sociali e politici. Io e tutti quelli che lo hanno conosciuto e amato, porteremo nel cuore una ferita difficile da rimarginare. Ci mancherai». (p.c.)
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