Sit-in di operai, sindaci e associazioni

16 Febbraio 2020

Domani manifestazione davanti alla sede di Confindustria nell’ora in cui l’azienda deve riferire sulla chiusura dell’attività

LANCIANO. Il cuore della Faist scende di nuovo in piazza. Non si arrendono le lavoratrici (9 su 16 in tutto) e i lavoratori dell’azienda che produce sensori per le turbine di auto e veicoli commerciali che si sono ritrovati all'improvviso senza macchinari con cui lavorare, prima ancora di restare senza lavoro. Dipendenti, sindacato Fim-Cisl, associazioni, rappresentanti politici, sindaci del comprensorio frentano e della Val di Sangro, musicisti, si ritrovano domani davanti alla sede di Confindustria di Mozzagrogna. L’incontro, alle 17, era stato pianificato nei giorni scorsi con l’azienda, prima ancora che si verificasse il trasferimento dei macchinari nelle notti del 3 e del 6 febbraio. Il tavolo si terrà alla presenza dei vertici della Faist, dei rappresentanti territoriali della Fim-Cisl e della Rsa Fim della Faist, Manuela Ricci.
Fuori dai cancelli ci sarà invece tutto il mondo Faist, a partire dagli ormai ex dipendenti, fino a tutti quelli che in questi giorni hanno voluto manifestare loro solidarietà e vicinanza. Il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, si è fatto promotore di un documento che è già stato firmato da diversi colleghi dei campanili del comprensorio frentano. Una delegazione del Comune di Lanciano sarà presente assieme ai lavoratori. Nel documento si esprime la «forte solidarietà dei territori e delle comunità ai lavoratori licenziati e forte dissenso sulle modalità con cui l’azienda ha proceduto allo smantellamento dello stabilimento».
E sono già diversi i sindaci che hanno firmato l’appello alle istituzioni regionali e nazionali per «ripristinare le condizioni di dialogo e confronto sindacale previste dalla legge». «Il comportamento complessivo della multinazionale», scrive il sindaco e presidente della Provincia di Chieti, Pupillo, «ad avviso dei lavoratori non rispecchia in alcun modo il codice di condotta e il rispetto delle regole. Le modalità di chiusura dello stabilimento Faist creano un precedente grave e sono forti le preoccupazioni rispetto al quadro che si è venuto a creare. È grave», prosegue il documento a firma dei sindaci, «che l’asportazione dei macchinari sia stata avviata di notte, alla presenza di pochi lavoratori inermi, armati di striscioni raffiguranti cuori davanti lo stabilimento. Perdere un lavoro è un dramma, perderlo in questo modo repentino e improvviso è alienante e ha messo a nudo il senso di impotenza, tangibile non solo nei lavoratori spogliati del bene del lavoro, ma in tutta la comunità, territorio e forze politiche».
Sono state diverse le manifestazioni di solidarietà ai lavoratori Faist, tra cui il Lanciano calcio, il gruppo Walkzone, la società di calcio Di Santo Dionisio di Bomba, il Comune di Bomba e attività commerciali della Val di Sangro.
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