Siti avvelenati, la mappa non è pronta dopo 8 anni

La caratterizzazione delle aree contaminate di Chieti Scalo resta incompleta E il M5S denuncia: non bastano i fondi stanziati per le analisi, bonifica a rischio
CHIETI. Otto anni. Tanti ne sono passati dall’istituzione del Sir di Chieti Scalo e la caratterizzazione dei siti avvelenati non è ancora finita: in diverse zone non è nemmeno iniziata. La mappa delle discariche abusive non esiste: significa che non si sa ancora con certezza cosa è seppellito tra le case e le fabbriche a un passo dal fiume Pescara. L’unica certezza è che la contaminazione non si ferma. Come accade all’ex conceria Cap. E sul Sito di interesse regionale per l’inquinamento pende l’incognita dei fondi.
L’area contaminata dello Scalo è stata al centro di un’assemblea del M5S, mercoledì nell’infopoint di via Vezio: i consiglieri comunali Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo e la consigliera regionale Sara Marcozzi hanno incontrato gli attivisti e i cittadini per parlare dei nodi irrisolti del Sir. «La caratterizzazione non è completata: per alcune aree non è mai iniziata e risulta che le somme stanziate siano di gran lunga inferiori rispetto al reale fabbisogno. Questo dato», dice Argenio, «è preoccupante visto che la caratterizzazione è un intervento necessario e propedeutico alla bonifica».
Secondo i grillini, non ci sarebbe una lista di interventi da fare: «Non è ancora chiaro quali debbano essere gli interventi da eseguire con priorità rispetto agli altri. Secondo il rup del Comune di Chieti, le zone da inserire nell’elenco degli interventi da portare a rapido compimento sono l’ex conceria Cap e l’ex Eco-Trans dalle quali derivano maggiori problemi per la contaminazione delle acque di falda».
La Regione ha dato all’Arap l’incarico di seguire le tappe verso la bonifica, ma, dal 2016, i passi avanti sono pochissimi. «Da questo punto di vista emergono altre gravi criticità», dice Argenio, «poiché sembra che l’Arap consideri prioritari gli interventi da realizzare, con i fondi del Masterplan, sulle aree che riguardano i siti del Demanio e del patrimonio indisponibile degli enti locali e solo mediante eventuali economie di spesa e, in via residuale, quelli da realizzare sulle aree dei privati. È evidente pertanto che i fondi presenti sulla carta, nel Masterplan, siano del tutto insufficienti a garantire la totale bonifica del Sir». Il Masterplan prevede 10 milioni da dividere per i due Sir dello Scalo e Saline-Alento.
«La Regione», dicono i grillini, «deve agire subito per trovare una soluzione a questi gravi problemi. Occorre stipulare un nuovo accordo di programma, considerato che quello del 2013 è scaduto e occorre stabilire un elenco di priorità realmente rispondente alle esigenze di tutela dell’ambiente e della salute. È doveroso che qualcuno chiarisca quale parte dei 10 milioni annunciati in pompa magna dal governatore Luciano D’Alfonso sono effettivamente utilizzabili per il Sir di Chieti Scalo». (p.l.)

