Siti inquinati senza proprietari, ecco sette milioni per la bonifica

Nella zona industriale dello Scalo il Comune deve pulire le discariche di aziende che non esistono più Ottenuti con il Pnrr i finanziamenti per i lavori su 5 ettari e mezzo, ma i tempi per eseguirli sono stretti
CHIETI. Sette milioni e 100mila euro di fondi Pnrr per bonificare due terreni inquinati allo Scalo. Ma i tempi sono stretti, il Comune in dissesto ha pochi dipendenti che se ne possano occupare ed è dunque corsa contro il tempo per rispettare il rigido cronoprogramma imposto dal finanziamento europeo, occasione imperdibile per bonificare un vasto territorio nell’area industriale. Un’area industriale una volta viva e fiorente, dove le fabbriche non erano soggette alla disciplina in tema ambientale che oggi impone precise regole di smaltimento. Chiuse le saracinesche di tante attività industriali dell’ex “valle della rinascita”, capita ora che alcuni terreni non risultano più di proprietà di nessuno. Sono “siti orfani” alla cui bonifica, secondo una recente normativa statale, deve pensare la pubblica amministrazione. Ed è così che il Comune ha ottenuto oltre 7 milioni.
DUE SITI ORFANI
Allo Scalo sono due i siti orfani, che si trovano a poca distanza l’uno dall’altro. Il più piccolo è il sito “Ex Eco Trans”, 14mila metri quadrati lungo la vallata del Pescara, nei pressi dello stabilimento della Mokambo. Per la bonifica di questo terreno, il Comune, soggetto attuatore esterno, ha ottenuto un finanziamento di 1.600.000 euro. «In questo terreno», spiega l’assessore comunale Fabio Stella (M5S), «sono stati trovati ammassi di rifiuti a dimostrazione di un pregresso utilizzo dell’area quale sede di discarica». Il secondo terreno, 40mila metri quadrati, è indicato con il nome “Dragaggio del ponte”. Si trova nei pressi dell’Ex Eco Trans, a nord ovest del centro abitato. Per la bonifica il Comune ha ottenuto 5 milioni e mezzo di euro. «Anche in questo sito abbiamo rilevato la presenza di ammassi di rifiuti di ogni tipo», dice l’assessore, «comprese plastiche, rifiuti ferrosi, laterizi, asfalto in blocchi con anche presenza di alcuni idrocarburi oltre i limiti, nonché di vari analiti».
I FONDI DAL PNRR
«La bonifica di questi due siti inquinati rappresenta un altro tassello importante per restituire alla città queste aree nella zona industriale», rimarca Stella, «ed è una grande opportunità che si è creata grazie ai fondi del Pnrr». Ma il tempo a disposizione per portare a termine i progetti è poco, soprattutto per un ente in grave difficoltà come il Comune di Chieti. «È una lotta contro il tempo», sottolinea l’assessore, «perché sappiamo quanto sono stringenti le scadenze imposte dall’Europa per l’utilizzo di questi fondi e il Comune farà di tutto per portare le bonifiche al termine. Proprio per questo nelle settimane precedenti ho chiesto al sindaco Diego Ferrara di potenziare il settore ambiente con l’implementazione di personale al fine di portare avanti in tempi certi tutta l'attività».
CORSA CONTRO IL TEMPO
Il cronoprogramma prevede per entrambi i progetti l’approvazione dei progetti di bonifica, comprensivi delle autorizzazioni ambientali, entro il primo trimestre di quest’anno, l’avvio delle opere entro settembre e la conclusione dei lavori entro marzo 2026. L’accordo di programma per realizzare i due interventi è stato sottoscritto a ottobre scorso dal Comune con la Regione (entrambi soggetti attuatori). A questo riguardo, nella delibera di giunta per portare avanti il progetto, si scrive nero su bianco che «i tempi già ristretti definiti dal Pnrr si sono ulteriormente ridotti per il ritardo della sottoscrizione non dipendente dal Comune di Chieti».
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