Sito Sixty contaminato, la bonifica dopo 13 anni

16 Gennaio 2021

Entro 30 giorni l’azienda deve presentare il progetto finale per l’area di via Penne L’inquinamento scoperto nel 2008: da allora la falda acquifera è ancora a rischio

CHIETI. Si accorciano i tempi per la bonifica di uno dei siti più inquinati di Chieti, in via Penne, tra le case dei residenti che non possono usare l’acqua dei pozzi e le fabbriche che resistono alla crisi: entro 30 giorni la Sixty Log deve presentare al Comune, alla Provincia, all’Arta, alla Asl e al Consorzio industriale il progetto della bonifica da sostanze tossiche come tricloroetilene, cloruro di vinile, 1.1 dicloroetilene, tetracloroetilene e 1.2 dicloropropano che mettono ancora a rischio la falda acquifera profonda. La ditta, proprietaria di un sito a 500 metri dal fiume Pescara, deve consegnare «gli elaborati tecnici esplicativi delle soluzioni adottate all’implementazione delle misure di messa in sicurezza esistenti». È la seconda proroga di 30 giorni che l’amministrazione concede all’impresa «in considerazione dell’emergenza Covid».
Si avvicina alla conclusione un iter partito 13 anni fa e ancora aperto: dal 2008 il sito della Sixty Log è sotto osservazione insieme ai terreni dei confinanti ed è inserito nel Sir di Chieti Scalo e cioè un sito di interesse regionale per l’inquinamento. Nel 2011 è stata scoperta la contaminazione della falda acquifera all’interno del sito industriale. Un inquinamento rilevante che, nel 2013, ha obbligato a un primo intervento di messa in sicurezza d’emergenza (Mise) delle acque di falda: l’inquinamento viene “lavato” attraverso un sistema di due pozzi profondi 18 metri da cui, ancora oggi, «vengono emunte le acque di falda che in fase successiva vengono filtrate e trattate con filtri silicei e a carboni attivi, per poi essere immesse nella rete fognaria», così spiega il primo piano di caratterizzazione.
Il sito della Sixy Log è inserito in un elenco di «aree critiche» cittadine: «Tra queste», dice la relazione dell’ex funzionario comunale Mario Salsano, «vi sono le aree della Sixty Log srl unipersonale situate all’esterno dello stabilimento ove è risultato il ritrovamento di gas in sede di realizzazione (interrotta) del piezometro Pz1 a cura del Comune». Significa che, durante gli scavi a una profondità di 12,7 metri, si è registrata «una improvvisa quanto inaspettata risalita di gas» e i lavori sono stati fermati «immediatamente».
Scaduti i 30 giorni, con la presentazione dei documenti, la Sixty dovrà avviare i lavori di bonifica. Sarebbe il primo intervento nell’area Sir. (p.l.)