Sla, niente rimborsi dopo la morte

La Regione interviene sul caso dei fondi negati ai familiari dei malati deceduti
CHIETI. Su preciso impegno del sindaco Diego Ferrara e dell’assessore al Sociale Mara Maretti il Comune si è mosso subito per far arrivare alle famiglie che lo hanno richiesto l’assegno di cura per i malati di Sla, sebbene nei due casi oggetto del problema i beneficiari non siano più in vita. È la replica di sindaco e assessore alla trasmissione radiofonica “Mondo Sla” andata in onda sabato mattina sull’emittente online radio Isav. La trasmissione, condotta da Lorenzo D’Andrea insieme all’avvocato Dario Antonaccio, ha riportato alla ribalta il caso di due malati di Sla che hanno richiesto l’assegno di cura relativo al 2020, anche se sono purtroppo deceduti uno il 22 dicembre 2020 e l’altro il 3 aprile 2021. Sono state le famiglie, che hanno anticipato di tasca propria i soldi per il sostegno dei loro cari, a chiedere l’assegno di cura che sarebbe comunque spettato loro, in quanto in vita nel 2020. Il Comune ha negato però il beneficio economico e quando l’avvocato Antonaccio ha sollevato il caso, l’ente, e il sindaco in prima persona, hanno fatto di tutto per risolvere l’intoppo. Il problema sta nel fatto che i soldi arrivano al Comune tramite la Regione, che nel caso di specie non ha intenzione di concederli.
«Non si capisce come una persona deceduta possa presentare istanza in periodo successivo all'evento», scrive infatti la Regione in replica al Comune, «siccome si tratta di un beneficio loro attribuito quando erano in vita, gli eredi non possono far valere alcuna pretesa. Si torna a ripetere che il fondo si chiama 2020 perché è riferito al bilancio statale 2020, ma nelle casse della Regione è stato introitato il 25/8/2021 e a voi è stato liquidato con determinazione del 16/9/2021 in periodo successivo al decesso delle persone interessate». (a.i.)
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