Slot machine: bruciati 23 milioni di euro

È come se ogni lancianese avesse perduto 654 euro in un anno. La proposta: sgravi fiscali sulla Tari a chi toglie le macchinette
LANCIANO. Oltre 23 milioni di euro bruciati al gioco. Tanto costa a Lanciano la piaga della ludopatia. I dati presentati nella commissione congiunta bilancio e regolamenti per la modifica del regolamento della Iuc (Imposta unica comunale) sono allarmanti: nel 2016, solo per slot machine e videolottery, senza considerare i gratta e vinci e le giocate di chi scommette via internet da casa, sono stati polverizzati 23.080.000 euro nei 206 apparecchi da gioco installati in città. È come se ogni cittadino lancianese avesse in media perso al gioco 654 euro. Di qui la proposta, da parte dell’assessore al bilancio, Carlo Orecchioni, e del gruppo civico Progetto Lanciano, di effettuare uno sgravio fiscale sulla Tari ai locali commerciali che rinunciano a installare slot machine. Il tema è molto caro al gruppo politico fondato dal compianto vicesindaco Pino Valente.
La mozione. Già in passato, nel maggio 2017, Progetto Lanciano aveva presentato una mozione riguardante il grave problema della ludopatia per impegnare l’amministrazione a far diventare Lanciano un “Comune no slot”, con iniziative di sensibilizzazione e informazione rivolte ad esercenti e studenti e, appunto, sgravi fiscali per locali commerciali che decidono di non ospitare le macchinette per il gioco d’azzardo. La mozione portava come primo firmatario proprio l’attuale assessore al bilancio, all’epoca capogruppo in consiglio di Pl, assieme ai consiglieri Paola Zulli, Arturo Di Corinto e Gabriele Paolucci e gli assessori del Pino Valente e Giacinto Verna. «Il gioco d’azzardo compulsivo», commenta l’assessore Orecchioni, «sta impoverendo e distruggendo molte famiglie lancianesi. Urge una risposta per le famiglie come misura di contrasto per questo triste fenomeno in costante aumento nella nostra città. Questa proposta vuole rappresentare e essere una misura di prevenzione e un segnale politico importante che segue la mozione no-slot votata all’unanimità lo scorso anno in consiglio comunale. Avevamo preso un impegno preciso e, una volta che mi è stato possibile, ho deciso di fare qualcosa di concreto».
La proposta di modifica del regolamento. Per intervenire sulla Tari (tassa sui rifiuti), una delle imposte più odiate d’Italia, bisogna agire sul regolamento comunale di disciplina della Iuc (Imposta unica comunale). La proposta è stata già presentata nella commissione congiunta ed è stata votata dalla maggioranza. La minoranza si è invece riservata di discuterne nel prossimo consiglio comunale in scena mercoledì. Tecnicamente bisogna inserire un titolo sulla disciplina della tassa rifiuti che, sottolinea Orecchioni, «a Lanciano è comunque una delle più basse d’Italia». I commercianti che rinunciano alla presenza di slot machine nei loro locali avranno diritto a uno sgravio del 25% sulla Tari. A questi verrebbe assegnata gratuitamente una vetrofania con la segnalazione di attività commerciale libera dai giochi d’azzardo e l’elenco degli esercizi commerciali no slot sarebbe pubblicato sul sito internet del Comune in una sorta di lista di benemerenza. «Lo sgravio», si legge nel testo della proposta di modifica del regolamento Iuc, «è considerato dall’amministrazione comunale un concreto messaggio di prevenzione verso tutte le dipendenze che spesso arrecano pesanti disagi non solo ai diretti colpiti, ma anche ai loro famigliari, con ricadute sul tessuto cittadino e il coinvolgimento dei servizi sociali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

