Smargiassi: ospedale, così non va

1 Settembre 2018

Vasto. Il consigliere regionale M5S al San Pio: «Pochi anestesisti, Cardiologia a pezzi»

VASTO . Ascoltare pareri e opinioni è importante ma verificare di persona è ancora meglio. Per questo motivo il consigliere regionale del M5S, Pietro Smargiassi, ha deciso di fare una visita ispettiva all’ospedale San Pio . Il risultato è una sonora bocciatura. «La Tac di nuova generazione», dice Smargiassi, «annunciata in pompa magna dal direttore generale Asl Pasquale Flacco, è rimasta solo un bel titolo sui giornali. Ad oggi a un paziente è stata fissata una Tac ad aprile 2019 e con il macchinario di vecchia generazione». Anche gli altri macchinari, a parere di Smargiassi, sono vecchi e creano condizioni di disagio sia ai pazienti che al personale. Nessun primario nelle corsie: «sono stati sostotuiti», dice il consigliere, «da facenti funzione». L’elenco dei problemi individuati è lungo. «In Rianimazione», scrive Smargiassi, il numero di anestesisti in organico è al limite dell’operatività. Sedici su sedici, ma solo sulla carta. In realtà ce ne sono solo dieci e tra personale in gravidanza, in malattia o infortunio il reparto opera solo grazie a dieci medici che coprono turni massacranti rinunciando alle ferie. Qui servono urgenti almeno due unità». Non sta meglio Cardiologia. «Lo spazio è del tutto inadeguato. Camere dalle dimensioni probabilmente fuori norma. Spazi ristretti nei quali si opera anche in condizioni estreme mentre il paziente lotta tra la vita e la morte. Difficile anche spostare i ricoverati. Porte la cui larghezza impedisce lo spostamento, letti il cui sistema elettrico di movimento sono quasi tutti rotti. Fili, cavi elettrici poggiati a terra, quadro elettrico fuori norma. Impianto antincendio inesistente (solo qualche estintore), nessun sensore. Bagni dagli spazi ridottissimi difficili da usarsi anche per persone in salute. Nessun abbattimento delle barriere architettoniche. Un reparto ricavato in un budello, un corridoio messo male. Solo il personale e i medici ne fanno un’eccellenza ma la loro professionalità viene mortificata dal luogo di lavoro dove devono operare. Qui il ringraziamento al loro operato è doppio». Negativa anche la visita ispettiva all'obitorio. (p.c.)
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