Soldi alla Deco, 18 consiglieri votano sì

Passa il debito fuori bilancio di 3,7 milioni di euro da dare alla società dei rifiuti su cui pende un’inchiesta della procura
CHIETI. Il consiglio comunale chiude, dopo due sedute andate a vuoto ed una ridda di polemiche, il caso Deco su cui pende un’indagine della procura e riconosce il debito fuori bilancio da 3 milioni e 753 mila euro. Somma coperta con l’incremento del 30% della Tares 2013. In aula si assiste ad un infuocato botta e risposta tra la maggioranza e l’opposizione che preferisce astenersi dal voto della delibera. Approvata con 18 voti favorevoli.
Il consiglio, poi, dà il via libera al piano triennale delle alienazioni del patrimonio immobiliare presentato dall’assessore Marco D’Ingiullo e che frutterà, da subito, 432 mila euro alle casse dell’ente grazie alla vendita al Consorzio di bonifica di un depuratore in disuso a San Martino, vara il nuovo regolamento comunale per l’assegnazione dei contributi per canoni di locazione contestato con veemenza da Bassam El Zohbi e istituisce, su proposta del delegato alle politiche giovanili Stefano Rispoli, il Forum dei giovani denominato “Teate young”.
Ma le attenzioni per il consiglio di ieri, riunitosi in seconda convocazione, erano tutte rivolte al riconoscimento del debito fuori bilancio maturato con la Deco e relativo ai costi trentennali di post chiusura della discarica di Casoni. Il Comune ha perso il lodo arbitrale, già passato in giudicato, e quindi deve pagare. Anzi, ha di fatto scaricato sulle tasche dei contribuenti, attraverso l’aumento del 30% della Tares 2013, i 3 milioni e 753 mila euro da riconoscere alla Deco. Francesco Ricci, consigliere del Pd ed ex sindaco, accusa. «Occorreva una gara per affidare le attività di post chiusura della discarica di Casoni. Per questo», dice, «non abbiamo pagato prima». Enrico Iacobitti, collega del Pd, conferma la tesi di Ricci ma rincuora i consiglieri di maggioranza che si accingevano a votare la contestata delibera su cui pende un’indagine della procura. «Si prende atto, per legge, di un atto giuridico», spiega Iacobitti, «cristallizzato». Alessandro Bevilacqua, assessore con delega ai rifiuti, sferza la minoranza accusata di populismo e lancia strali contro l’avvocato del Pd Gabriele Salvatore. Il quale aveva avanzato più di una perplessità sulla correttezza della delibera. «É stato smentito da un componente del suo stesso partito (Iacobitti ndc)».
Alla fine il debito con la Deco viene riconosciuto con i voti del sindaco e dei seguenti consiglieri comunali: Enrico Bucci, Achille Cavallo, Stefano Costa, Diego Costantini, Mario De Lio, Carla Di Biase, Ezio Di Crecchio, Raffaele Di Felice, Marco Di Paolo, Franco Di Pasquale, Palmerino Di Renzo, Stefania Donatelli, Graziano Marino, Marcello Michetti, Luigi Milozzi, Stefano Rispoli ed Emiliano Vitale.
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