Soldi alla fontana e nulla per la frana: cittadini indignati

24 Luglio 2014

Lo sfogo dei residenti di via Calvona che sta smottando «Il Comune spende 250 mila euro, ma qui è emergenza»

CHIETI. Sì alla fontana da 250 mila euro, no all’intervento contro la frana che continua a far vivere notti di ansia a decine di famiglie di Santa Maria Calvone.

Si allarga a macchia d’olio la schiera dei contrari alla fontana luminosa di piazza Valignani. Un coro di no si sta riversando su palazzo d’Achille mentre i lavori vanno avanti di buona lena. In barba alle lamentele che viaggiano veloci su Facebook e per strada. Ma il paragone è inevitabile. Sono di nuovo sul piede di guerra infatti i residenti di Santa Maria Calvona. Dove la terra su cui insistono i palazzi del rione prosegue a scivolare pericolosamente a valle. I residenti hanno di nuovo chiesto aiuto al Centro. Alla paura però si aggiunge l’indignazione: «Vorremmo capire perché i soldi per noi non si trovano e per la nuova fontana sì. Ci sentiamo discriminati - dicono - e presi in giro dal Comune». Che a maggio è limitato a sistemare delle toppe d’asfalto all’imbocco di via Calvona, sotto al Theate Center. Nessuna traccia, almeno per ora, degli interventi di consolidamento. «Eppure - sottolineano i residenti - l’amministrazione comunale ha reperito parecchi soldi per una semplice fontana che, a quanto pare, piace a pochi teatini». Emblematiche, in tal senso, le proteste su Facebook con la pagina “Chieti su Facebook” che sta portando avanti il suo sondaggio per capire se la nuova fontana piaccia o meno ai cittadini. Il risultato del sondaggio, finora, è quasi schiacciante con i contrari che sovrastano i favorevoli. Tra i critici anche il Meetup Chieti 5 Stelle del neo portavoce cittadino Paolo Di Meo chiamato a raccogliere l’eredità del consigliere regionale Sara Marcozzi. «Non si sentiva assolutamente la necessità di un’ulteriore fontana, per di più in uno spazio che rappresenta un punto di sbocco e di raccordo lungo l’asse del Corso. Un luogo aperto e prospettico - afferma Di Meo- che permette alla città di respirare». I grillini si chiedono quale sviluppo darà alla città una fontana. «Chieti non ha bisogno di nuovi cantieri, ancor meno di nuove fontane. Il capoluogo ha necessità di ristrutturare quel che già c’è, ovvero il patrimonio del centro storico - aggiunge Di Meo - le periferie e le fontane esistenti rimaste senz’acqua».

Contesta con forza la futura fontana di piazza Valignani Rita Montini: «Chieti - afferma - grida all’obbrobrio. Attoniti ci chiediamo come il Comune possa arrogarsi il diritto di devastare un’urbe già pesantemente provata da tutte le precedenti amministrazioni egualmente colpevoli dell’indecoroso declino di una tra le più antiche città d’Italia con un passato di grandissimo spessore. Non ci resta che pregare San Giustino perché qualcuno si renda conto delle reali potenzialità di Chieti».(j.o.)