«Soldi per strade e distinti Ma il palazzetto cade a pezzi»
LANCIANO. «Ci sono i soldi per gli asfalti e per un settore dello stadio mai utilizzato, e non si riesce a trovare un centesimo per sistemare le uniche due strutture sportive comunali, Palazzetto...
LANCIANO. «Ci sono i soldi per gli asfalti e per un settore dello stadio mai utilizzato, e non si riesce a trovare un centesimo per sistemare le uniche due strutture sportive comunali, Palazzetto dello sport e Palamasciangelo, che accolgono una dozzina di società?». È la domanda che alcune società di pallavolo e calcio a 5 pongono all’amministrazione comunale, rea di non aver investito sui due impianti sportivi, lasciando peraltro incompiuto quello di Santa Rita. Recuperato dopo due anni di lotte rescindendo il contratto per morosità con la Volleyball che l’ha utilizzato per 7 anni, il Palamasciangelo è rimasto chiuso altri due anni per l’agibilità.
«Resta un’inagibilità pratica visto che ci piove dentro», sostengono i dirigenti di quattro società di pallavolo e calcio a 5 che lo utilizzano, «ed una formale avendo una prescrizione che obbliga la presenza di vigili del fuoco o protezione civile -che dovremmo pagare noi oltre alle spese per l’affitto- per qualsiasi attività aperta al pubblico. Bisogna sistemare il tetto, una spesa di meno di 20mila euro, mai affrontata per mancanza di fondi. Così siamo costretti a dividerci il Palazzetto che ospita tutti i nostri campionati». Eppure i soldi ci sarebbero stati per il tetto se, fanno notare le società, il Comune avesse permesso loro di aggiustarlo scorporando i soldi dall’affitto oppure se avesse emesso il decreto ingiuntivo di 143.082 euro per il pagamento delle utenze arretrate alla Volleyball tre anni fa. Invece risale solo a dicembre; il 13 maggio scorso si è svolta l’udienza civile in cui la Volleyball ha presentato opposizione. Quando fu rescissa la convenzione la società spiegò le proprie ragioni, anzi disse che aveva subito dei danni visto che il Comune non aveva sistemato il tetto e il parquet come previsto dalla convezione. Adesso sarà il giudice a decidere. (t.d.r.)

