Soldi presi all’amico Rinviato a giudizio

14 Luglio 2016

LANCIANO. Non circuirono l’amico disabile, non gli spillarono ben 250.000 euro. Antonio Rapino, 41 anni, di Lanciano; Giovanni Salvato, 49 anni, di Avezzano; Maria Concetta De Iulis, 49 anni, e...

LANCIANO. Non circuirono l’amico disabile, non gli spillarono ben 250.000 euro. Antonio Rapino, 41 anni, di Lanciano; Giovanni Salvato, 49 anni, di Avezzano; Maria Concetta De Iulis, 49 anni, e Stefano De Iulis, 44 anni, di Lanciano sono stati assolti con rito abbreviato dal giudice per le udienze preliminari Marina Valente. Che ha prosciolto anche Valentina Ciccocioppo, 35 anni, di Poggiofiorito. L’unico che andrà a processo, il prossimo 8 novembre è Nicola Bettoli, 41 anni, di Lanciano che, secondo l’accusa, dei sei amici era quello che più aveva beneficiato dei soldi del ragazzo, deceduto nel dicembre 2013.

A presentare la denuncia e a far partire l’inchiesta e poi il processo sono stati infatti i genitori del ragazzo che hanno visto il figlio sperperare soldi in favore di quei presunti amici che comparvero però nella sua vita, secondo l’accusa, solo nel novembre 2012, quando ricevette 350.000 euro di risarcimento danni per un incidente subito nel 2008. Prima di allora di loro non vi era traccia. E da dicembre 2012, quando incrociarono la strada del giovane ad aprile 2013 riuscirono a ottenere da lui, affetto da gravi patologie psichiche e fisiche, invalido civile al 67%, dipendente da farmaci e alcol, soldi, elargizioni di denaro contante, titoli bancari, beni voluttuari tra cui due auto per un totale di 250.000 euro.

Lo avrebbero circuito, secondo i genitori, quei finti sei amici, approfittando delle sue patologie, per questo hanno sporto denuncia per circonvenzione d’incapace e il caso è approdato davanti al giudice Marina Valente che invece ha stabilito che non spillarono soldi la Ciccocioppo, difesa da Federica Petrazzi di Chieti, Stefano De Iulias rappresentato da Antonella Troiano, Maria Concetta De Iulis, Rapino e Salvato rappresentati dall’avvocato Domenico Frattura.

Il ragazzo era ben conscio di ciò che faceva. A processo andrà solo Bettoli, difeso da Mauro Vastano che, sempre per la procura (in aula il procuratore Rosaria Vecchi) avrebbe beneficiato maggiormente dei soldi visto che avrebbe avuto anche il carnet di assegni del conto postale a totale disposizione.

Fatti ovviamente da dimostrare a processo visto che l’uomo si dichiara estraneo ai fatti, come i suoi amici.

Teresa Di Rocco

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