«Soldi pubblici distratti»: due condanne

16 Settembre 2017

Corte dei conti. L’imprenditore Picciotti e la società Starco devono pagare 100mila euro alla Regione

LANCIANO. L’imprenditore Marco Picciotti e la società Starco srl devono pagare centomila euro alla Regione Abruzzo. Lo stabilisce una sentenza della Corte dei conti (presidente Tommaso Miele, giudice Federico Pepe e giudice relatore Gerardo de Marco) che accoglie la richiesta della Procura regionale, la quale chiedeva la condanna al pagamento in favore dell’ente di somme per l’importo complessivo di 97.315,56 euro, oltre 10.000 euro a titolo di danno da disservizio, da maggiorare degli interessi legali, della rivalutazione monetaria e delle spese di giudizio. Per il pubblico ministero, il sostituto procuratore henerale Erika Guerri, Picciotti «per il tramite della società Starco srl, di fatto da lui gestita personalmente ed esclusivamente, a prescindere degli organi societari formalmente in carica, ha ottenuto fraudolentemente la disponibilità delle somme, erogate a titolo di contributi pubblici, sviandole indebitamente dalle finalità originarie». «Dagli accertamenti svolti dalla guardia di finanza, confermati dalle dichiarazioni confessorie rese dallo stesso Picciotti», sottolinea la Corte nella sentenza, «è emerso che le operazioni ammesse a finanziamento regionale e la relativa rendicontazione erano pressoché interamente fittizie, artificiosamente simulate al solo fine di procurare a Picciotti, e ad altri suoi sodali, una provvista monetaria illecita». Sugli stessi fatti si è svolto un procedimento penale, con sentenza di condanna del tribunale di Pescara. La Regione ha quindi revocato il contributo e intimato alla società Starco (nel frattempo fallita) la restituzione della somma. Il credito è stato iscritto al passivo ma la somma non risulta essere stata restituita. Di qui la richiesta di condanna, accolta dalla Corte. Marco Paone, tecnico che aveva asseverato il progetto della società con perizia giurata, è stato condannato al pagamento di cinquemila euro per lo stesso danno.