«Sono io l’aggressore dell’infermiere»
Ragazzo di 17 anni, arrestato per il furto di un motorino, confessa: ho picchiato Giaccio in strada
VASTO. Arrestato per il furto di un motorino, si autoaccusa dell’aggressione all’infermiere Pierpaolo Giaccio e del furto della borsetta a una donna. Una confessione che, adesso, i carabinieri e la magistratura stanno valutando per capire se corrisponde alla verità.
L’aggressione a Giaccio è stata messa a segno, una settimana fa, da tre persone incappucciate: se V.C., 17 anni, è uno degli aggressori dovrebbe indicare anche il nome dei suoi complici. È probabile che a Giaccio venga mostrata una foto del 17enne che ora è richiuso nel centro di prima accoglienza dell’Aquila per un eventuale riconoscimento. Anche le immagini della videosorveglianza potrebbero rivelarsi utili a stabilire se V.C. dice la verità.
Giaccio, 46enne originario di Torrebruna ma residente a Vasto, ha raccontato di essere stato aggredito in via Santa Lucia a scopo di rapina, inseguito, gettato a terra e preso a calci e pugni da tre uomini. Ha avuto la forza di rialzarsi e raggiungere il pronto soccorso dell’ospedale San Pio. Gli aggressori, poi, hanno preso di mira una ragazza che aveva appena parcheggiato poco lontano e le hanno portato via la borsa. La scena è stata vista da una donna affacciata a un balcone e ripresa dalle telecamere della videosorveglianza di un privato. Loro potranno confermare se il giovane reo confesso è davvero uno dei tre.
Il “mea culpa” di V.C. è arrivato durante la compilazione degli atti riguardanti l’arresto per il furto del motorino. «Il ragazzo», conferma il tenente dei carabinieri D’Ambrosio, «ha dichiarato spontaneamente che qualche giorno prima dell’arresto, mentre era in giro per Vasto, avrebbe aggredito alle spalle un cittadino per rapinarlo e che, in un’altra occasione, avrebbe rubato la borsa ad una giovane donna che aveva parcheggiato l’auto, effettuando un prelievo di qualche centinaio di euro con la carta di credito della ragazza, per poi disfarsene». (p.c.)

