Soprintendenza declassata, domani il sit-in

Dopo 76 anni Chieti perde il dirigente archeologico. Assemblea davanti al museo archeologico
CHIETI. La città perde, dopo ben 76 anni, il dirigente archeologico. Giuseppe La Spada, segretario della Uil-Bact, grida allo scandalo e parla di scippo ai danni della città mentre la consulta delle associazioni convoca d’urgenza per domani alle 10, davanti a Villa Frigery, un’assemblea straordinaria delle associazioni. L’obiettivo è quello di fermare l’iter di riforma ministeriale che boccia oltremodo il capoluogo teatino già spogliato negli anni di uffici direzionali. Adesso è la volta della Soprintendenza, svuotata di valore in base alla circolare numero 9 pubblicata il 12 gennaio scorso sul sito del Mibact. «A pagina 4 compaiono tutte le Soprintendenze archeologiche per le quali i dirigenti possono fare domanda ma», denuncia La Spada, «non c’è Chieti. In compenso L’Aquila si è fatta una Soprintendenza unica tutta sua sottraendo territorio e competenze a Chieti e alle altre Soprintendenze aquilane grazie alle pressioni politiche locali». Tanto che il segretario della Uil-Bact parla apertamente di furto alla città. «Che attribuisce alla Soprintendenza aquilana», aggiunge La Spada, «anche i Comuni del cratere delle provincie di Pescara e Teramo. Così Chieti perde il dirigente dell’unico ufficio ministeriale con competenza regionale dopo le spoliazioni di vari uffici come la Banca d’Italia, le caserme e l’ospedale militare». Peraltro, ricorda il sindacalista, da oltre due anni e mezzo manca il dirigente archeologo a Chieti. «Con notevoli ripercussioni», dice La Spada, «sul personale e sull’attività amministrativa. Se la città, poi, è stata omessa volutamente dalla circolare ministeriale, significa che la Soprintendenza teatina finirà ad interim e quindi retta da un dirigente nominato a L’Aquila o in Molise». Un’ipotesi da scongiurare a tutti i costi secondo la consulta delle associazioni cittadine coordinata da Mario D’Alessandro e dalla portavoce Cinzia Di Vincenzo dal momento che la Soprintendenza è stata istituita in città nel lontano 1939. «Voluta e pretesa da personalità del calibro di Giovanni Annibaldi e dall’archeologo Valerio Cianfarani che ha portato a Chieti», sottolinea la consulta, «il Guerriero di Capestrano». Da qui la levata di scudi della consulta che, domattina, inizierà la sua protesta invocando l’aiuto delle istituzioni.(j.o.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

