Soprintendenza declassata, domani il sit-in

23 Gennaio 2015

Dopo 76 anni Chieti perde il dirigente archeologico. Assemblea davanti al museo archeologico

CHIETI. La città perde, dopo ben 76 anni, il dirigente archeologico. Giuseppe La Spada, segretario della Uil-Bact, grida allo scandalo e parla di scippo ai danni della città mentre la consulta delle associazioni convoca d’urgenza per domani alle 10, davanti a Villa Frigery, un’assemblea straordinaria delle associazioni. L’obiettivo è quello di fermare l’iter di riforma ministeriale che boccia oltremodo il capoluogo teatino già spogliato negli anni di uffici direzionali. Adesso è la volta della Soprintendenza, svuotata di valore in base alla circolare numero 9 pubblicata il 12 gennaio scorso sul sito del Mibact. «A pagina 4 compaiono tutte le Soprintendenze archeologiche per le quali i dirigenti possono fare domanda ma», denuncia La Spada, «non c’è Chieti. In compenso L’Aquila si è fatta una Soprintendenza unica tutta sua sottraendo territorio e competenze a Chieti e alle altre Soprintendenze aquilane grazie alle pressioni politiche locali». Tanto che il segretario della Uil-Bact parla apertamente di furto alla città. «Che attribuisce alla Soprintendenza aquilana», aggiunge La Spada, «anche i Comuni del cratere delle provincie di Pescara e Teramo. Così Chieti perde il dirigente dell’unico ufficio ministeriale con competenza regionale dopo le spoliazioni di vari uffici come la Banca d’Italia, le caserme e l’ospedale militare». Peraltro, ricorda il sindacalista, da oltre due anni e mezzo manca il dirigente archeologo a Chieti. «Con notevoli ripercussioni», dice La Spada, «sul personale e sull’attività amministrativa. Se la città, poi, è stata omessa volutamente dalla circolare ministeriale, significa che la Soprintendenza teatina finirà ad interim e quindi retta da un dirigente nominato a L’Aquila o in Molise». Un’ipotesi da scongiurare a tutti i costi secondo la consulta delle associazioni cittadine coordinata da Mario D’Alessandro e dalla portavoce Cinzia Di Vincenzo dal momento che la Soprintendenza è stata istituita in città nel lontano 1939. «Voluta e pretesa da personalità del calibro di Giovanni Annibaldi e dall’archeologo Valerio Cianfarani che ha portato a Chieti», sottolinea la consulta, «il Guerriero di Capestrano». Da qui la levata di scudi della consulta che, domattina, inizierà la sua protesta invocando l’aiuto delle istituzioni.(j.o.)

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