Soroptimist, 30 anni di lavoro solidale

12 Aprile 2019

Compleanno speciale per le donne dell’associazione La fondazione nel 1989, Donatelli: «Impegno per la città»

CHIETI. Trent’anni di solidarietà con le donne in prima linea. Era il 22 aprile del 1989 quando 23 donne teatine fondarono il Soroptimist di Chieti. Il sodalizio teatino, nato per volontà e impegno personale della madrina Maria Antonietta Salmé Gallenga, fu il 111° dei 161 club Soroptimist International in Italia. La presidenza fu affidata a un magistrato, Maria Teresa Cameli. Alla prima cena di gala, insieme al sindaco dell’epoca Andrea Buracchio, parteciparono anche Elda Pucci, sindaco di Palermo, Lidia Longoni Brambilla e Clara Blanc che consegnò la carta di fondazione al club cittadino. «Adesso», racconta la presidente Stefania Donatelli, «ben 15 sono le socie fondatrici che celebreranno l’anniversario». Il prossimo 16 aprile, il Soroptimist festeggerà la ricorrenza con un convegno, a partire dalle 9, a palazzo De Majo dal titolo “La diseguaglianza di genere nell’economia attuale”, una riflessione su quanto contano adesso le donne nel mercato del lavoro. Al convegno, che sarà aperto da Donatelli, interverranno il rettore Sergio Caputi, la giornalista Jenni Pacini, i docenti di economia Danila Serra della Southern methodist university di Dallas e Dario Sciulli dell’ateneo d’Annunzio, la segretaria nazionale Cisl-fp Gabriella Di Girolamo, che parlerà di “Donne e lavoro: a che punto siamo?”, e Luigi Nigliato (direttore risorse umane Molino e pastificio De Cecco). Le conclusioni saranno affidate a Patrizia Salmoiraghi, presidente nazionale del Soroptimist. In serata la ricorrenza verrà celebrata con una cena di gala e la partecipazione di numerosi ospiti e autorità.
«Da trent’anni», dice Donatelli, «le attivissime socie hanno prodotto innumerevoli service alla città di Chieti, allestito spettacoli teatrali, mostre, raccolto fondi per destinarli a iniziative sociali, partecipato attivamente alla vita cittadina». Ultima missione di solidarietà, il 14 dicembre scorso, è stata l’inaugurazione di una biblioteca in ospedale. «L’appartenenza a diverse professionalità», conclude la presidente, «fa sì che si creino progetti efficaci e si spronino iniziative atte a migliorare la condizione della donna nella società, anche in collaborazione con tutte le istituzioni cittadine».
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