Spaccio alla villa comunale Arrestato con la cocaina

6 Maggio 2019

Guardiagrele. Un 45enne prova a evitare il controllo e si nasconde in un negozio Ma i carabinieri recuperano la droga. Si indaga sulle chat, ora è caccia ai complici

GUARDIAGRELE. Era pronto a spacciare la cocaina del sabato sera vicino alla villa comunale di Guardiagrele. Ma i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti lo hanno fermato e arrestato: in manette è finito Michele Ferrari, un 45enne del posto. Pensava di averla fatta franca dopo una prima perquisizione con esito negativo. Gli investigatori, però, non lo hanno perso di vista neanche per un attimo finché – in un secondo controllo – sono spuntati quasi 13 grammi di cocaina.
Il blitz scatta due pomeriggi fa, durante un servizio antidroga in borghese degli uomini guidati dal maggiore Massimo Capobianco e dalla tenente Maria Di Lena, con la collaborazione della stazione di Guardiagrele. È la risposta delle forze dell’ordine dopo una serie di segnalazioni e lamentele da parte dei cittadini. Ferrari viene visto aggirarsi nella zona della villa comunale: si guarda intorno con insistenza e dà l’impressione di essere in attesa di qualcuno. I militari dell’Arma, insospettiti, lo bloccano e gli trovano in tasca poco più di 600 euro. Ma lo lasciano andare dopo che lui prova a giustificarsi dicendo di aver vinto i soldi al gioco. In ogni caso quelle parole non convincono i carabinieri, che restano nei paraggi e continuano a osservarlo. Il 45enne appare sollevato e passeggia in piazza facendo alcune telefonate. Poco dopo, si avvicina un’auto grigia con a bordo due persone, un uomo e una donna, che scambiano poche parole con Ferrari. Il sospetto degli investigatori è che, in quegli istanti, al 45enne sia stata consegnata la droga. Così i carabinieri decidono di fermarlo una seconda volta, mentre l’utilitaria si allontana in fretta dal centro storico di Guardiagrele. Alla vista dei militari, Ferrari prova a evitare il controllo entrando in una tabaccheria di via San Giovanni, ma viene beccato proprio mentre sta buttando due pacchetti nel cestino. Un tentativo goffo che non gli evita le manette. Come prevedibile, dei 600 euro non c’è più traccia. A quel punto scatta anche la perquisizione nell’abitazione di Ferrari. In camera da letto, i carabinieri trovano un bilancino di precisione e del materiale per confezionare le dosi. Finisce sotto sequestro anche il cellulare dell’indagato: sms e chat potrebbero essere utili per ricostruire il suo giro di spaccio. E ora gli investigatori indagano per dare un nome alle due persone che si trovavano dentro la macchina grigia: il punto di partenza è un numero di targa parziale. Il pm di turno, Giuseppe Falasca, ha disposto per l’arrestato i domiciliari in attesa dell’udienza di convalida: difeso dall’avvocato Mauro Faiulli, verrà interrogato nelle prossime ore. I 13 grammi di cocaina, tagliati e immessi sul mercato, avrebbero fruttato a Ferrari circa duemila euro.