Spaccio, arrestata la moglie di un collaboratore di giustizia

LANCIANO. Quarto arresto nell’ambito dell’operazione antidroga “Doppio gioco” dei carabinieri. Ai domiciliari è finita la moglie del pentito di camorra, che gestiva un giro di spaccio a Lanciano. F.G....
LANCIANO. Quarto arresto nell’ambito dell’operazione antidroga “Doppio gioco” dei carabinieri. Ai domiciliari è finita la moglie del pentito di camorra, che gestiva un giro di spaccio a Lanciano. F.G., 35 anni, è stata raggiunta da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, su richiesta del pubblico ministero Francesco Carusi. La donna, madre di due minorenni (condizione che le ha evitato il carcere), nel frattempo è stata trasferita in un’altra località protetta in ragione del suo status di congiunta di collaboratore di giustizia. F.G. compariva già tra gli indagati dell’operazione condotta dai carabinieri, che lo scorso 17 giugno ha portato all’arresto del marito, A.P., 43 anni, attualmente in carcere. L’uomo da un lato collaborava con la giustizia, vivendo in città sotto protezione e con una falsa identità, e dall’altro gestiva un giro di spaccio (da qui il nome "Doppio gioco") vicino a un bar della città, che fruttava circa 15mila euro al mese. Gli altri due arresti erano avvenuti in flagranza (in un caso la misura cautelare dei domiciliari è stata revocata a una 46enne, scarcerata). Dagli sviluppi delle indagini, portate avanti dagli investigatori del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia frentana, diretta dal capitano Vincenzo Orlando, è emerso che la moglie ha più volte partecipato allo spaccio delle dosi e al trasporto di ingenti quantitativi di stupefacente. Si sarebbe, inoltre, adoperata personalmente per individuare e persuadere i soggetti individuati quali custodi della droga, ricercando insistentemente un contatto con loro e facendosi spesso notare nelle vicinanze delle loro abitazioni o dei luoghi di lavoro, con un chiaro intento intimidatorio. Per questo il Gip ha riconosciuto nell’indagata «una spiccata pericolosità sociale», ritenendola capace di commettere nuovi reati della stessa specie e riconoscendole «un ruolo significativo e pregnante nell’attività di gestione e detenzione di sostanze stupefacenti poste in essere congiuntamente al marito». L’interrogatorio di garanzia della 35enne è fissato per la prossima settimana. (s.so.)

