Spaccio di crack e hashish, in 20 a processo

6 Ottobre 2020

L’operazione “Numeri 1” della polizia di Lanciano scoprì lo scorso anno il giro di droga nel Frentano

LANCIANO. Dieci riti abbreviati, sette riti ordinari, un patteggiamento a due mesi di reclusione, una messa alla prova e una posizione stralciata con atti rimandati alla Procura: è quanto deciso dal giudice Giovanni Nappi nell’udienza preliminare sul maxi processo nato dall’operazione “Numeri 1”, sul giro di cocaina, trasformata anche in crack, spacciata sul territorio frentano e nell’hinterland condotta dalla polizia di Lanciano, guidata dal vice questore Lucia D’Agostino, che ha portato 20 persone, accusate a vario titolo di spaccio, in tribunale. Proprio essendo diverse le posizioni, come evidenziato dallo stesso sostituto procuratore Francesco Carusi, e in base alle richieste degli avvocati, le decisioni del giudice sono state diverse. Il prossimo 8 marzo 2021 discuteranno il rito abbreviato Ciro Iengo 24 anni, di Lanciano (difeso da Vincenzo Romano), che in base alle accuse avrebbe una posizione di spicco nella rete dello spaccio, poi Alessio Fanci, 24 anni (avvocato Massimiliano Sichetti), Gasperino Trivilini, 40 anni (Sandro Sala), Gabriele Iacovella 25 anni (Gaetano Pedullà), Nazario Pio Boscarino 22 anni (Maria Rosaria Pedullà), Andrea Pierini 41 anni (Paolo Di Ienno), Bruno Tosuni 20 anni (Domenico Frattura), Renato Tosuni 26 anni (Roberto Bianco), Antonio Costabile 36 anni (Mauro Vastano), Giuseppe D'Urso 41anni (Gaetano Pedullà). A processo ordinario il 20 gennaio 2021 invece vanno Federico Irollo 44 anni, suocero di Iengo, Andrea Toppi 39 anni (Enzo di Lodovico), Giuseppe De Benedetto 53 anni (Vincenzo Menicucci), Franco Montebello 47 anni (Michele Di Toro), Gennaro Gargiulio (Luigi Marcucci), Camillo Musa 39 anni (Pasquale Piscopo) e Rubel Toribio 26 (Giuseppina Di Bucchianico). Federico Di Nenno 24 anni (Massimo Biscardi), ha patteggiato 2 mesi di reclusione mentre William Pace 24 (Paolo Sisti), ha avuto il processo sospeso per la messa alla prova, i lavori socialmente utili per 6 mesi. Infine la posizione di Dennis Di Biase 27 anni (Silvio Rustignoli)è stata stralciata con gli atti rimandati alla procura.
L’operazione è stata portata avanti dalla polizia con indagini durate un anno. Il nome “Numeri 1” deriva dal fatto che alcuni imputati si definivano sui social i "Numeri Uno" dello spaccio in città e perché sono stati i primi ad immettere nel mercato locale degli stupefacenti la "cocaina cotta", una sorta di crack destinata ai giovani. Le contestazioni tirano in ballo in primis Irollo e Iengo, suocero e genero a capo, secondo le indagini, del giro di spaccio: erano loro a procurarsi la droga, in particolare cocaina dalla Campania poi rivenduta a dosi da 0.2 grammi da 20/30 euro l’una. La posizione dei due, e degli altri (alcuni hanno ruoli marginali), saranno definite nel corso dei diversi procedimenti.
Ad avviare le indagini la cessione di hashish- da 20 a 100 grammi a settimana- a due fratelli minorenni dall’estate 2017 al giugno 2018. «L’arresto dei due fratelli minorenni per droga», ha spiegato il vice questore D’Agostino, «fu un fatto che ci allarmò e portò a controllare ancora di più il territorio. Arrivammo poi ad arrestare il capo e, attraverso osservazioni e pedinamenti, a ricostruire spostamenti e cessioni». Nel corso delle indagini, sono state documentate oltre 200 cessioni di sostanze stupefacenti, sequestrati oltre 100 grammi di cocaina purissima, 130 grammi di hashish e 8 piante di canapa indiana del peso di circa 200 grammi. (t.d.r.)