Spaccio, due assolti e pene ridotte

Operazione “Numeri Uno”: la Corte d’appello riforma le sentenze del giudice Nappi
LANCIANO. Con due assoluzioni, tre condanne rideterminate al ribasso e una confermata, la Corte d’appello dell’Aquila ha riformulato le sentenze di primo grado con rito abbreviato, del giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi del 29 marzo scorso legate all’operazione "Numeri Uno" sul giro di cocaina, arrivata dalla Campania, cotta e trasformata anche in crack, spacciata per la prima volta nel mercato lancianese e nell’hinterland a dosi da 0.2 grammi da 20/30 euro l’una condotta, dalla polizia di Lanciano. I giudici aquilani hanno assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste Andrea Pierini, 41 anni, difeso dall’avvocato Paolo Di Ienno, e Gasperino Trivilini, 40 anni, rappresentato da Sandro Sala; in precedenza i due quarantenni avevano avuto rispettivamente dieci mesi di reclusione e 3mila euro di multa e un anno e 2 mesi di carcere e 4mila euro di multa. Per Gabriele Iacovella, 25 anni, difeso da Gaetano Pedullà, la pena è scesa da 2 anni e 2 mesi di reclusione ad un anno, 4 mesi e 20 giorni. Ciro Iengo 24 anni, rappresentato da Vincenzo Romano, che in base alle accuse avrebbe avuto una posizione di spicco nella rete dello spaccio a Lanciano e comuni vicini, da 2 anni e 8 mesi di reclusione è sceso ad un anno, 9 mesi e 10 giorni. Nazario Pio Boscarino, 22 anni, difeso da Maria Rosaria Pedullà, da 2 anni e 8 mesi è sceso a 11 mesi e 10 giorni di reclusione. Lo stesso Boscarino è stato assolto poi da altri 5 capi d’imputazione per non aver commesso il fatto. Infine confermati i 2 mesi di reclusione per Bruno Tosuni.
La Corte d’appello ha quindi ridefinito le condanne che già in primo grado erano state dimezzate dal giudice Nappi rispetto alle richieste della Procura di Lanciano che aveva chiesto pene complessive per 21 anni di reclusione e oltre 110mila euro di multa. I legali degli imputati hanno così dimostrato che l’impianto accusatorio aveva delle pecche rispetto alle posizioni dei propri assistiti nonostante le indagini della polizia, durate un anno, avessero documentato oltre 200 cessioni di sostanze stupefacenti, sequestrato oltre 100 grammi di cocaina purissima, 130 grammi di hashish e 8 piante di canapa indiana e il tribunale il 5 dicembre 2019 avesse firmato 9 provvedimenti cautelari. (t.d.r.)
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