Spara al cognato dopo la lite per la droga

15 Agosto 2019

Un 36enne fa uso di stupefacenti ed esplode un colpo di pistola ad aria compressa contro il parente che lo rimprovera

ORTONA. Si droga per l’ennesima volta, impugna una pistola ad aria compressa e spara al cognato che lo sta rimproverando. È successo nella notte ad Ortona, in contrada Riccio. M.P., 36 anni del posto, è stato denunciato dai carabinieri del maggiore Roberto Ragucci per lesioni personali aggravate, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione illegale di parti di armi da guerra. Adesso l’indagato è ricoverato nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Lanciano: solo l’intervento dei militari dell’Arma e dei poliziotti ha evitato conseguenze ben più gravi.
L’allarme scatta verso le 3. M.P., da tempo con problemi di tossicodipendenza, si presenta a casa fuori di sé: anche stavolta ha fatto uso di sostanze stupefacenti. L’uomo si scaglia contro il cognato di 38 anni che non gli perdona questo suo comportamento. Dalle parole ai fatti il passo è breve: l’indagato prende l’arma ad aria compressa che ha in casa e, all’improvviso, esplode un colpo ferendo il parente a una gamba. I familiari, preoccupati, assistono alla scena: decidono di chiedere aiuto e lanciare l’allarme, telefonando al 112 e al 113, perché temono che la situazione possa degenerare ulteriormente. Con il passare dei minuti, infatti, il 36enne appare sempre più incontrollabile. Sul posto si precipitano una pattuglia dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Ortona e una della polizia stradale della sezione di Lanciano. Ma l’arrivo delle forze dell’ordine non è sufficiente per mettere fine alla serata di follia. L’uomo, in passato finito più volte nei guai per motivi giudiziari, continua la sua sfuriata: un carabiniere e un agente, che cercano di riportarlo alla ragione, restano lievemente feriti. Si rende così necessario l’intervento di un’ambulanza del 118. Il personale sanitario, non senza difficoltà, riesce a sedare M.P., che viene poi trasportato all’ospedale Renzetti per essere sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio. Anche il cognato dell’indagato è costretto a farsi medicare: fortunatamente le sue condizioni non sono gravi e viene dimesso con una prognosi di cinque giorni.
Dalla successiva perquisizione a casa del 36enne spunta anche una baionetta, classificata come un residuato bellico della seconda guerra mondiale. A questo punto i militari dell’Arma raccolgono il racconto di vittima e testimoni, ricostruendo nel dettaglio l’episodio e segnalando M.P. alla procura della Repubblica di Chieti per una sfilza di reati.
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