Spara al figlio: «Non volevo ucciderlo»

20 Dicembre 2023

Antonio Palermo, 59 anni, incontra in carcere l’avvocato difensore. Il giovane, 24 anni, ferito di striscio a un braccio

CUPELLO. Non voleva uccidere il figlio, Antonio Palermo, 59 anni, agente di commercio di un'impresa edile del territorio finito in carcere per detenzione di arma clandestina. L'uomo, rinchiuso in una cella del carcere di Torre Sinello, lo ha ripetuto al proprio difensore. Eppure con quell'arma, una pistola scacciacani modificata capace di sparare proiettili veri, l’uomo lunedì sera poco prima delle 19 ha sparato un colpo di pistola contro il figlio Anthony di 24 anni. Il proiettile ha ferito il ragazzo di striscio ad un braccio.
Antonio Palermo, che ieri ha incontrato in carcere il suo difensore, l'avvocato Alessandro Orlando, è parso molto provato ma ha assicurato che non ha sparato per fare del male. «Non aveva alcuna intenzione di uccidere», ribadisce l'avvocato Orlando, «al momento posso dire solo questo». I carabinieri ascolteranno anche il racconto di diversi testimoni che hanno assistito al drammatico scontro fra padre e figlio. Anthony ha raccontato la propria versione dei fatti ai carabinieri. Il padre forse lo farà domani nel corso dell'udienza di convalida dell'arresto davanti al giudice Anna Rosa Capuozzo e al pm Silvia Di Nunzio.
Da quanto è stato possibile appurare, Antonio Palermo ha sparato al figlio mentre si trovava a casa della figlia sposata. Alla base del litigio ci sarebbero motivi famigliari. Il genitore, separato dalla moglie che vive a Monteodorisio, di recente aveva ripreso a frequentare la donna ma il figlio Anthony si opponeva al riavvicinamento. I due lunedì hanno discusso ancora una volta. Poi il padre è andato dalla figlia sposata e qui lo ha raggiunto Anthony. Pare che i due abbiano avuto uno scontro fisico. A quel punto il papà ha estratto la pistola e sparato un colpo che ha ferito il figlio a un braccio. Il figlio è scappato e nella fuga è caduto procurandosi un trauma cranico. Il ragazzo ha raggiunto comunque la caserma dei carabinieri e ha raccontato quello che era successo. I carabinieri hanno sequestrato l'arma e accertato che si trattava di una scacciacani modificata. Gli investigatori stanno cercando di scoprire come abbia fatto il 59enne a venire in possesso di quell'arma. La notizia del ferimento ha provocato grande stupore a Cupello. Antonio viene descritto come una persona tranquilla. Nessuno immaginava che avesse una pistola né che potesse arrivare ad usarla.
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