Sparatoria, i quattro albanesi a processo

Il giudice fissa al 19 gennaio il rito immediato per gli arrestati dopo la lite nella zona industriale
LANCIANO . Concorso in tentato omicidio, lesioni personali aggravate, porto abusivo di armi e ricettazione: sono le accuse con cui il procuratore capo Mirvana Di Serio ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa il rito immediato, fissato dinanzi al collegio per il 19 gennaio 2022, verso i quattro albanesi arrestati per la sparatoria dello scorso 18 aprile. Nella zona industriale di Follani, un loro connazionale, O.K. 29 anni, raggiunto da colpi d’arma da fuoco alla schiena, è rimasto paralizzato.
A processo sono Altin Pojana, 39 anni, di Fossacesia, difeso dagli avvocati Vincenzo Menicucci e Paolo Sisti, Amarildo Ferko, 23, residente ad Altino rappresentato da Silvana Vassalli, Florenc Kurti, 25 anni e Behar Gjoka, 22, entrambi residenti a Selva di Altino e difesi da Gaetano Pedullà. Secondo la procura, che si è avvalsa delle indagini dei carabinieri di Lanciano guidati dal tenente colonnello Vincenzo Orlando i 4, dopo un banale litigio avvenuto nel pomeriggio del 18 aprile all’esterno di un bar centro di Lanciano tra Florenc Kurti, e altri due connazionali residenti a Lanciano, E.S. 23 anni e A.T., si sono ritrovati a «risolvere la questione in modo bonario» nella zona industriale di Lanciano. Qui E.S. e A.T. sono arrivati assieme ad altri due amici, R.T. e O.K.. Sul posto, fuori dall’auto, c’erano già Pojana, Ferko, Kurti e Behar Gjoka.
Pojana, sempre per l’accusa, era armato di pistola e Gjoka di una mazza di ferro. Non si è discusso, perché Pojana ha puntato la pistola al volto di O.K. e avrebbe sparato. La pistola però si è inceppata e O.K. è scappato, ma Pojana l’ha ricaricata e ha sparato di nuovo colpendo il 29enne alla schiena. Un colpo che ha portato alla «sezione completa del midollo spinale» e lesioni che impediscono al giovane di muoversi. Ai 4 sono contestate anche le lesioni aggravate perché, in particolare Gjoka, avrebbe colpito E.S. alla testa con il bastone in ferro, il porto abusivo di armi della pistola semiautomatica originariamente a salve modificata per sparare colpi veri, e la ricettazione dell’arma. Sono pronti a costituirsi parte civili E.S., rappresentato dall’avvocato Paolo Di Ienno, e O.K. difeso dall’avvocato Paolo Calcinaro. Entro il 4 novembre, però, i legali degli imputati hanno tempo per richiedere riti alternativi, come l’abbreviato. (t.d.r.)
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