Sparatoria, in 2 restano in carcere
E domani gli albanesi arrestati forniranno la loro versione dal pm
LANCIANO. Confermata la custodia cautelare in carcere per due dei quattro albanesi arrestati per la sparatoria del 18 aprile scorso nella zona industriale di Lanciano. Il tribunale del riesame dell’Aquila ha rigettato il ricorso presentato dai legali di Altin Pojana, 39 anni, residente a Fossacesia, e Amarildo Ferko, 23, residente ad Altino, che chiedevano la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari, con il permesso di andare a lavorare. «Ci siamo rimasti male», commenta l’avvocato Silvana Vassalli che assiste Ferko, detenuto a Isernia, «le indagini vanno avanti, sì, ma sono prevalentemente tecniche, il quadro indiziario è definito e quindi le esigenze cautelari potevano venir meno. Poi avremo le motivazioni entro 45 giorni, significa che per un eventuale ricorso in Cassazione passeranno ancora mesi. Parliamo di giovani che vivono del loro lavoro, un’assenza prolungata può avere ripercussioni che danneggeranno anche le parti offese». In settimana si terrà l’udienza al Riesame anche per gli altri due arrestati, Florenc Kurti, 25 anni, e Behar Gjoka, 22, entrambi residenti a Selva di Altino e assistiti dall’avvocato Gaetano Pedullà. I quattro sono accusati in concorso di tentato omicidio, lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi. Nella sparatoria, in cui sono venuti allo scontro con altri quattro connazionali, sono rimasti feriti un 23enne e un 28enne, quest’ultimo in modo permanente poiché colpito alla schiena da un proiettile. Domani, intanto, gli arrestati potranno fornire la loro versione dei fatti: la Procura, infatti, ha fissato l’interrogatorio, chiesto dagli stessi indagati che inizialmente avevano fatto scena muta. Si terrà in remoto dai rispettivi carceri. «Finora c’è un capo di imputazione schierato», sostiene l’avvocato Immanuel Luigi Aloè, nuovo difensore di Pojana, «basato sulle dichiarazioni, anche contraddittorie, di una sola parte». (s.so.)
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