«Spero che non si sposti anche la Sevel»

28 Giugno 2015

Atessa, il sindaco scrive a D’Alfonso: sull’ospedale ci ha dato speranze invece era una presa in giro

ATESSA. Traspare tutto lo sconcerto, la rabbia, il senso di presa in giro nella lettera che il sindaco Nicola Cicchitti ha inviato al presidente della regione, Luciano D’Alfonso dopo la mancata discussione nel consiglio regionale del 23 giugno, delle richieste fatte dall’amministrazione comunale, dai cittadini di Atessa e dagli operatori del San Camillo, di revocare il provvedimento di chiusura delle sale operatorie firmato dall’ex manager Francesco Zavattaro il 30 marzo scorso. «Gentilissimo presidente, sono esterrefatto e sconcertato nell’apprendere le giustificazioni addotte sull’esito della mancata discussione della risoluzione presentata dal gruppo di Fi contenente la richiesta di questa amministrazione, dei cittadini di Atessa e dell’intero personale del presidio San Camillo», scrive Cicchitti, «perché si vuole fare apparire la mia rinuncia il 19 giugno a partecipare alla riunione dell’agenzia sanitaria regionale come causa della mancata discussione. Tutto ciò dopo tre mesi di incontri, consigli regionali e mobilitazione dei cittadini in un contesto che mentre vedeva l’assessore alla sanità Silvio Paolucci chiuso alle nostre richieste, vedeva lei operare in politichese lasciando intravvedere aperture che si sono concretizzate in una presa in giro per i cittadini e gli amministratori locali». Cicchitti scrive che la riunione del 19 giugno era solo la ratifica di decisioni già prese sul presidio dal presidente e dalla sua giunta che «hanno deciso di chiudere le attività chirurgiche e quindi l’ospedale». «La chiusura del San Camillo non è frutto di scelte del passato», fa notare il sindaco «perché vige ancora la programmazione sanitaria di Chiodi che prevede per il San Camillo l’attività chirurgica, con l’uso delle tre sale operatorie nuovissime e tecnologicamente avanzate. Piano disatteso da Zavattaro e da lei. Ritengo quindi mortificante e offensivo il suo comportamento»chiude Cicchitti, «nei confronti di noi amministratori locali di un territorio, quale la Val di Sangro e di una città, Atessa, che grazie alle scelte del passato oggi determina la ricchezza della regione Abruzzo. Quindi ad un anno dal suo insediamento in regione ci ha fatto “dono” della chiusura dell’ospedale di Atessa, speriamo che entro la fine della legislatura non ci delocalizzi anche la Sevel dalla Val di Sangro». (t.d.r.)