Spesa e farmaci consegnati a casa, si riparte

30 Dicembre 2021

Il sindaco riapre il Centro operativo: volontari mobilitati per assistere le famiglie costrette all’isolamento

CHIETI. Con la quarta ondata dell’emergenza Covid e la risalita dei contagi, da ieri il Comune ha riaperto il Centro operativo comunale. Il Coc ha un centralino che risponde allo 0871.307127 (dalle ore 8 alle 14) per avere informazioni e richiedere interventi per il pronto spesa e il pronto farmaci: le consegne saranno effettuate nel resto della giornata, per i contagiati che non hanno opportunità di appoggiarsi a famigliari e conoscenti per fare acquisti.
«Si tratta di servizi che riguardano in modo particolare famiglie che hanno pazienti Covid o in quarantena», dicono il sindaco Diego Ferrara e l’assessore alla sanità Fabio Stella, «e persone che si trovano in isolamento fiduciario e dunque non possono uscire perché non sanno se sono positivi o, essendo contagiati, per non incorrere nelle durissime sanzioni previste dalle normative governative per chi viola quarantene. Telefonando alla centrale operativa del Coc, la cui sede è resta ubicata nei locali dell’associazione di protezione civile Valtrigno Chieti, gli interessati possono usufruire dei servizi pronto farmaco e pronto spesa e ottenere così la consegna a domicilio di medicinali e viveri necessari. È un servizio gratuito che i volontari svolgono su tutto il territorio cittadino, per essere da supporto a chi è costretto a stare in casa per curarsi o capire se è stato contagiato. Questo servizio», ricordano Ferrara e Stella, «è stato istituito per evitare rischi sanitari e violazioni delle misure di contenimento previste nei vari decreti volti a contrastare l’epidemia. Non rispettare le prescrizioni legislative vigenti prevede una sanzione amministrativa da 400 a 1.000 euro, che scende a 280 euro se si paga entro 5 giorni. Invece, l’uscire di casa se si è positivi al Covid, oltre al rischio di contagiare altre persone, potrebbe far scattare il reato di epidemia colposa, per cui è prevista una pena da sei mesi a tre anni di reclusione. Negli altri casi, chi non rispetta la quarantena rischia la reclusione da 3 a 18 mesi, oltre a un'ammenda da 500 a 5.000 euro. La violazione dell'isolamento fiduciario, in caso di attesa del tampone o di contatto ritenuto a rischio, rientrerebbe invece nelle sanzioni amministrative e non penali. Facciamo appello», concludono sindaco e assessore, «al buon senso dei cittadini e al senso di comunità».