Spese extra, spunta il pasticcio dell’Iva

La giunta Di Primio prima la toglie dai 2,4 milioni e poi la rimette, così la spesa per il Comune lievita. Ecco i due atti
CHIETI. Metti l’Iva, togli l’Iva. Basta poco per fare lievitare una spesa di altri 240mila euro. Basta infatti cambiare una parola che il pasticcio è servito.
Nella vicenda Comune-Formula Ambiente, ovvero le spese extra di 2,4 milioni di euro che, il 5 novembre scorso, la giunta Di Primio ha deliberato di pagare alla società che raccoglie i nostri rifiuti, spuntano altre incongruenze. Questa mattina, Umberto Primio, avrebbe dovuto tenere una conferenza stampa per rispondere alle domande del consigliere Comunale, Alessandro Giardinelli, sulla delibera delle incongruenze. Ma la conferenza è slittata a domani.
Sì, il sindaco ha già dichiarato, con una nota pubblicata dal Centro alcuni giorni fa, che il Comune non ha fatto alcun regalo all’Ati di cui fa parte Formula Ambiente, e di non aver nulla a che fare con i soci ed i sindaci della stessa società, primo fra tutti l’arrestato Salvatore Buzzi, coinvolti nello scandalo romano di “Mafia capitale”. Ma il primo cittadino finora non ha chiarito i misteri, tutti teatini, della transazione con Formula Ambiente (non coinvolta nello scandalo romano) che è partita da una cifra 886mila euro, quantificata dal dirigente comunale del VII settore, ed è lievitata alla bellezza di 2 milioni e mezzo. Per quali motivi? Domani (forse) Di Primio lo spiegherà mostrando le “pezze d’appoggio” che hanno permesso di moltiplicare per tre la cifra. E chiarirà numerose incongruenze di cui ne anticipiamo una, tenendoci per ora le altre nel cassetto.
Il mistero da chiarire dunque è quello dell’Iva. Sulla delibera che dà il via alla transazione si legge che: «L’importo complessivo da riconoscersi, al netto delle eventuali maggiori utenze, non potrà superare la somma di 2.469.783 euro compreso Iva al 10 per cento». Bene, direte voi, il Comune è stato attento. Niente affatto perché sull’atto successivo, cioè lo schema di transazione che, dicono, doveva essere firmato già una decina di giorni fa ma è ancora sospeso, una parola viene sostituita: “compreso” sparisce e, al suo posto, spunta l’avverbio “piu”. Proviamo quindi a leggere il punto 8 dello schema di pagamento: «Preso atto che l’Ati, su proposta del dirigente del VII settore, si dichiara favorevole ad accettare la presente definitiva proposta di transazione, a saldo e stralcio accettando la somma di 2.470.845,63 euro più Iva...». Ed è così che quel “più Iva” al posto del “compreso Iva” garantirà 240mila euro in più alla società che raccoglie i rifiuti in città.Giardinelli chiede al sindaco di chiarire anche questo mistero. Riservandosi gli altri per le prossime puntate.

