Sportello Asl, nuova chiusura?

18 Aprile 2015

Di Paolo avverte: «Lunedì l’unico impiegato rischia di andare via, ma Di Primio resta zitto»

CHIETI. «Code incredibili al Distretto sanitario al vecchio ospedale di via Tiro a Segno e servizio assicurato in minima parte con utenti costretti a lunghe attese per ricevere l'attestato di rinnovo dell'esenzione ticket e delle scelte per l'assegnazione del medico di medicina generale e del pediatra». È da lunedì prossimo il quadro apocalittico descritto da Bruno Di Paolo, segretario politico di Giustizia Sociale, potrebbe peggiorare.

«E' ormai da più di quindici giorni che lo sportello del Distretto o non è stato aperto o ha funzionato con un solo addetto. Mentre dal 1 aprile le tre impiegate abilitate al collegamento con i servizi regionali sono contemporaneamente in malattia e da quanto si è potuto apprendere dalle notizie filtrate dagli utenti, la soluzione parziale è stata trovata dal direttore del distretto facendo ricorso ad un operatore del Distretto di Lanciano» Presenza però assicurata solo fino al prossimo lunedì. «E Dopo?» si chiede Di Paolo «possibile che nessuno dei vertici della Asl si sia accorto che al 31 marzo scadevano, per legge, le esenzioni ticket per reddito? Tra gli utenti in attesa abbiamo visto anziani e persone disoccupate che non possono permettersi di pagare le medicine. E' paradossale» continua «la condizione che per un periodo non certo breve tre impiegate siano tutte ammalate e quando succede ci si aspetta che per questo servizio di pubblica utilità il direttore generale, Francesco Zavattaro, il direttore sanitario, Flacco, e, perdurando la mancanza del direttore amministrativo il direttore del Servizio amministrativo preposto, Capitoli, mettano il Distretto in condizione di erogare assistenza e i cittadini in condizione di riceverla». Per il leader di Giustizia Sociale «è veramente impensabile che non siano state trovate immediatamente soluzioni idonee e si siano lasciati i cittadini di Chieti in una condizione di estrema difficoltà, non potendo, poi un solo operatore riuscire a soddisfare tutte le richieste». C n la conseguenza di nuove code al giorno successivo e con la speranza di riuscire ad arrivare primi per poter accedere ai 70 numeri di prenotazione giornaliera.

«Si parla di sanità sul territorio e di potenziamento delle attività, ma poi ci si confronta con la realtà e viene fuori la fotografia appena descritta» prosegue Di Paolo «forse è il caso di abbandonare la visione ospedalocentrica e assumere meno persone in staff e più persone ai frontoffice. I momenti di crisi e di difficoltà bisogna affrontarli con programmazione progettuale e interventi immediati anche tramite lo spostamento di personale» .

«Imbarazzante» per Giustizia Sociale «il silenzio "assordante" del sindaco Di Primio sul disservizio della Asl nei confronti dei cittadini appartenenti alla sua comunità». (y.f.)