Sprechi dell’autoporto alla Corte dei conti

Costata mezzo miliardo di lire, la struttura costruita 20 anni fa completamente abbandonata
SAN SALVO. La Corte dei Conti ha consegnato alla Procura regionale dell'Aquila la documentazione inviata l'8 aprile scorso ai giudici contabili da Paolo Leonzio, presidente dell'associazione onlus "Ambiente sport e cultura" sull'autoporto di San Salvo. Leonzio nella lettera chiedeva un intervento delle autorità preposte per mettere fine al degrado della struttura. Ieri Leonzio ha ricevuto la risposta che sperava: la comunicazione è stata trasmessa per pertinenza territoriale alla Procura regionale della Corte dei conti per l'Abruzzo per le valutazioni del caso. Grande la soddisfazione del presidente della Onlus che sulla questione ha informato anche la prefettura e la Procura denunciando lo stato di totale abbandono di una struttura costata tantissimi milioni di euro «I volontari in collaborazione con la Fee-Abruzzo, hanno eseguito un sopralluogo all’interno della faraonica opera incompiuta. Sono evidenti i segni di incuria e trascuratezza», denuncia Leonzio, direttore dell’associazione onlus Ambiente sport e cultura. La storia dell’autoporto è iniziata oltre 20 anni fa con una spesa prevista di circa 500 milioni di lire. La sua realizzazione avrebbe dovuto dar risposta alle necessità delle aziende della zona e dei tanti mezzi di trasporto pesante. I lavori cominciarono ad inizio anni ’90 con fondi della Cassa del Mezzogiorno e della Comunità europea, successivamente, intervennero anche il Cosiv edil Distretto industriale. Nel 2008, l’infrastruttura fu inaugurata: 48 piazzali, edificio uffici e bar- ristoro, magazzini ecc. Il tutto distribuito su 84mila metri quadri di estensione per una spesa di 33milioni di euro. «Da quel momento», annota Leonzio, «sono iniziati continui atti vandalici e problemi con i proprietari dei terreni vicini. L’autoporto non ha mai iniziato a operare. Problemi di carattere burocratico-amministrativo lo hanno paralizzato e ancora oggi è tutto fermo», denuncia Leonzio. «La struttura è diventata il regno di furti e atti vandalici. Tre anni fa, la Fee Abruzzo intervenne per denunciare il suo abbandono. Oggi la situazione è peggiorata: decine di camion fermi alla meno peggio, non c’è traccia di sostegno alla loro permanenza, nessun punto ristoro, neanche un bagno. Una vera vergogna», conclude Leonzio.(p.c.)
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