Sprechi idrici, lavori in ritardo L’Aca: «La colpa è del Comune»

Commissione d’inchiesta, Brandelli rassicura sul termine degli interventi sulle reti di Chieti Scalo Pompilio: «Perdiamo 3 milioni di litri annui dalle fontanelle». Ferrara: «I controlli spettano al gestore»
CHIETI. Nella città maglia nera in Italia per lo spreco di acqua pubblica, una riduzione delle perdite idriche (stimate dall’Istat nel 71,7%) potrebbe verificarsi già nel mese di aprile quando dovrebbero terminare i lavori di verifica e risanamento delle reti che l’Aca sta portando a termine a Chieti Scalo. La conclusione dell’intervento tampone è stata annunciata ieri mattina da Giovanna Brandelli, presidente dell’Azienda consortile acquedottistica che gestisce il servizio idrico in città, nel corso della seduta della commissione regionale d’inchiesta sull’emergenza idrica convocata dalla presidente Sara Marcozzi. In contemporanea anche il consiglio comunale si è occupato della delicata questione degli sprechi: 3 milioni di litri annui persi dalle fontane di via Pompilio e via dei Vestini, con il sindaco Diego Ferrara che ha risposto all’interrogazione presentata dalla capogruppo di Azione politica Serena Pompilio.
LA COMMISSIONE D’INCHIESTA
La città di Chieti, oltre a essere prima in Italia per il 71,7 per cento di dispersione idrica, presenta anche cento utenze pubbliche non ancora censite. La presidente dell’Aca Brandelli, durante la commissione d’inchiesta, ha sottolineato come la situazione trovata nel 2017, anno in cui la società è subentrata al Comune, era «drammatica» e «ha richiesto un lavoro molto complesso sulle utenze». Brandelli ha rassicurato sulla chiusura al 15 aprile dei lavori sulle reti di Chieti Scalo, specificando come le polemiche sulla gestione idrica abbiano fatto perdere tempo all’azienda che si è posta, tra le altre cose, anche l’obiettivo di migliorare la comunicazione verso l’esterno «a partire da una periodica informazione sullo stato dei lavori, pubblicando gli aggiornamenti nel nostro sito internet». «I ritardi nella definizione delle criticità dello Scalo», ha spiegato, «sono conseguenti ai ritardi nelle consegne delle forniture».
Secondo Sara Marcozzi, il problema delle utenze «ancora persiste, lo avevo evidenziato anche al sindaco Ferrara in audizione per iniziare finalmente a contabilizzare e controllare le oltre cento utenze pubbliche non ancora censite. Interventi necessari sia perché il non fatturato finisce nel totale della perdita idrica, al pari di una perdita fisica, sia perché non abbiamo alcuna informazione sul consumo di quelle utenze». «Si paga ancora», conclude Marcozzi, «il peccato originale di una gestione abbandonata per anni».
L’INTERROGAZIONE IN CONSIGLIo Durante la riunione del consiglio comunale, Ferrara è tornato a sollecitare «ogni tipo di azione volta a ridurre le perdite della rete» e, in particolare, i «lavori di verifica e di risanamento». «Le attività di controllo circa le perdite sulle fontane, anche quelle di acqua potabile, non sono prerogativa del Comune», ha spiegato, «ma del gestore del servizio idrico integrato che è Aca». Per le fontanelle di via dei Vestini e via Fratelli Pomilio, ha evidenziato che sono «sfiati naturali, posti sull’adduttrice del Giardino». Una risposta giudicata dalla consigliera Pompilio «prevedile e insoddisfacente», perché «seppur vero è che la responsabilità è in capo all’ente gestore, non può questa amministrazione nascondersi con le esimenti di chi, invece, dovrebbe avere quell’autorevolezza che gli consenta di imporsi per il bene della città. Non dimentichiamo che il comune di Chieti è uno degli enti con la maggiore quota azionaria di Aca, ma che, in concreto, non è nemmeno in grado di farsi valere su uno spreco di acqua di due fontanelle facilmente risolvibile». «Gli sfiati naturali», conclude Pompilio, «si possono poi gestire, ridurre, controllare e convogliare nuovamente nella rete idrica a beneficio degli utenti».
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