Spunta la cartina d’Italia dove Chieti non esiste

17 Febbraio 2016

CHIETI. La cartina è stata al centro delle cronache nazionali per molto tempo, perché mostrava cosa sarebbe stato della penisola italiana con l’innalzamento del livello del mare causato da quello...

CHIETI. La cartina è stata al centro delle cronache nazionali per molto tempo, perché mostrava cosa sarebbe stato della penisola italiana con l’innalzamento del livello del mare causato da quello della temperatura globale. Se ne è parlato tanto, ma non tutti hanno notato che sulla cartina che avrebbe dovuto mostrare gli effetti dell’innalzamento dei mari, c’è qualcosa che non va: Chieti non esiste perché il mare Adriatico, secondo l’autore della cartina geografica pubblicata sulla rivista “Oggi”, avrebbe risparmiato la città costiera di Pescara ma non la nostra collinare.

Ad accorgersi della svista, anzi della gaffe, sono stati gli allievi della scuola media Mezzanotte, che, grazie alla docente Marilisa Palazzone, ne hanno approfittato per riflettere sul futuro della città. Gli allievi della seconda C, della prima e della seconda D si sono messi al lavoro e hanno scritto appelli alle istituzioni chiedendo di salvaguardare Chieti.

Il preside Ettore D’Orazio ha spiegato ai ragazzi che l’errore può capitare. Come nel caso della cartina che non è stata realizzata da un cartografo ma da un artista che ha fatto sparire Chieti. L’errore è diventato poi il pretesto per fare una bella lezione su Chieti. Nelle classi di giovanissimi è così entrato il dibattito che sta tenendo banco in città: dagli accorpamenti degli enti, alle difficoltà del tessuto commerciale, alle tante chiusure, di negozi, caserme, banche e industrie.

E così Irene D’Agostino (I C) ricorda nel suo scritto le antiche origini di Teate; Lorenzo Toto (I D) chiede di salvarla da un futuro incerto; «Non rimarremo alla finestra a guardare la nostra città pian piano scomparire», dice Barbara Di Mascio (II D);«Dovremmo dare la giusta importanza a tutto ciò che ha Chieti», scrivono Beatrice Marchionne e Alice Tacconelli (II D); Lorenzo Orlando (I D) dice che gli si «spezzerebbe il cuore» se la città non venisse tenuta nella giusta considerazione; «Oggi in tutta Chieti vediamo chiudere molti negozi: è come se una città a poco a poco stesse crollando. Noi adesso abbiamo solo 11 anni» scrive Francesco Benvenuto (II D), «ma quando ne avremo 18 come faremo a trovare lavoro? Il nostro futuro è già scritto se non facciamo qualcosa. (a.i.)