Spunta la “lista Sanremo” per truccare la gara

L’indagine su Casacanditella, sequestrato un biglietto con un cartello di ditte amiche Volevano spartirsi i lavori da 1,2 milioni per una frana a San Martino sulla Marrucina
CASACANDITELLA. La «lista Sanremo». Un biglietto chiamato così perché, nel periodo in cui si cercava di truccare l’appalto da 1,2 milioni di euro per il consolidamento di una frana a San Martino sulla Marrucina, stava per andare in scena il 66° festival della canzone italiana: era il febbraio 2016. A trovare la lista durante le perquisizioni sono stati i poliziotti della squadra mobile dell’Aquila che hanno indagato sugli appalti marsicani e anche su quelli dell’Unione dei Comuni delle Colline teatine. Da mercoledì scorso 7 persone sono agli arresti domiciliari: tra i personaggi coinvolti c’è anche Giuseppe D’Angelo, sindaco di Casacanditella, l’ente capofila dell’Unione dei Comuni delle Colline teatine. Indagato anche il sindaco di San Martino sulla Marrucina, Luciano Giammarino.
Sul pezzo di carta sequestrato sono annotati i nomi di imprese che sarebbero state d’accordo nel truccare l’appalto di località Colle Grande: un cartello di ditte messo insieme dall’imprenditore di Penne, Sergio Giancaterino, e dal suo braccio destro, Antonio Ruggeri di Pescina, entrambi arrestati. Un appalto considerato sicuro: «Sta gente non è che è fidata, di più... è blindata», commenta un personaggio definito «faccendiere locale», ma non indagato.
Un’operazione che, però, fallisce perché, così racconta il faccendiere, «si sono cacati sotto». Significa che qualcuno si sarebbe tirato indietro all’ultimo: rispetto a un cartello di 15 imprese da invitare per partecipare alla gara d’appalto, alla fine, concorrono in 31 «vanificando gli sforzi delle trattative precedenti». Proprio su questo, c’è un’intercettazione in cui sempre il faccendiere rivela che il rup ha avuto paura «di finire in galera» e poi parla di un «elenco finito»: «Dopo due giorni che c’hai l’elenco finito, l’avevi tronca’ come l’avevo detto io... ci sta quell’elenco, quello che c’hai tu. Quello l’aveva preparato Dino per far vedere che aveva pescato». È la «lista Sanremo»: una serie di imprese che, per l’accusa, sarebbero state d’accordo nel pilotare la gara e ognuno ne avrebbe tratto un vantaggio, o con subappalti o con pagamenti. In un’altra conversazione, citata dal gip Francesca Proietti, «il faccendiere valuta la possibilità di presenziare alla gara e di portare con sé un foglio in bianco, allo scopo di utilizzarlo nell’imminenza sostituendo così l’offerta consegnata».
Giancaterino avrebbe cercato un contatto anche con il sindaco di San Martino sulla Marrucina che, di mestiere, è un poliziotto: «Il sindaco che originariamente sembrava aver manifestato disponibilità a Giancaterino e Ruggeri», recita l’ordinanza, «ha dichiarato: “Questi qua so venuti da me a dirmi che... trova un modo... quesso se po fa 10 ditte. Ci penso io. Ti dà lui le ditte... ma io s’ho fatto ma che. Davvero che finivo sotto un treno”».
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