Spunta un’altra antenna a Caldari I residenti chiedono spiegazioni

Dopo il caso dell’Acquabella, installato in 72 ore un impianto di tele-radiocomunicazione nel Comune Alla scadenza dell’avviso pubblico al via tavoli tecnici con i gestori per proporre eventuali nuovi siti
ORTONA. Antenne che spuntano come funghi, è proprio il caso di dirlo. Dopo la questione Acquabella, installato un altro ripetitore 5g su un terreno privato in zona Caldari stazione. Parrebbe che il tempo di realizzazione sia stato di 72 ore e che l’operatore di telefonia mobile sia il medesimo dell’impianto di contrada Moro a San Donato. Sembra una maledizione, i cittadini chiedono chiarezza. La ricostruzione della questione appare complessa. Come già detto, il Comune ha dato due dinieghi, la società Iliad ha fatto ricorso al Tar e il tribunale amministrativo ha dato ragione a questa tramite l’ordinanza di annullamento dei due provvedimenti di diniego e con l’obbligo di modificare il regolamento proprio nella parte che consentiva il diniego, eliminando la parte contenuta nell’art.8. Così come preannunciato anche nel consiglio comunale del 27 dicembre 2021, dedicato alla modifica del regolamento, l’amministrazione guidata da Leo Castiglione si è attivata per una ricerca nel settore e successivamente ha affidato nel dicembre del 2022 la redazione del Piano antenne e del conseguente nuovo regolamento alla società Leganet srl con sede a Roma specializzata proprio in questo ambito.
Successivamente il 9 marzo 2023 l’ente ha pubblicato, come prevede la procedura, un avviso pubblico di richiesta a tutti gli operatori telefonici presenti, attivi o in procinto di attivarsi presso il territorio comunale, richiedendo tutte le informazioni concernenti le singole antenne e stazioni radio base, di propria competenza, a qualsiasi titolo, insistenti sul territorio comunale e in particolare ha richiesto di esprimere chiaramente l’ ubicazione dell’antenna e le rispettive coordinate, le caratteristiche tecniche, le proprietà del palo la propria situazione giuridica e contrattuale.
Dunque, un avviso pubblico per ottenere informazioni e per avere un monitoraggio dell’esistente e di quello in programmazione. Il passaggio successivo, a seguito della scadenza dell’avviso, è quello dell’istituzione di appositi tavoli tecnici di confronto con i gestori, come prevede la legge, per concertare i contenuti dei documenti pianificatori redigendi e proporre eventuali ulteriori siti. Nello specifico la procedura è andata avanti e l’amministrazione comunale fa sapere che attualmente diversi sono gli operatori che hanno risposto. Dunque, il lavoro verso il piano antenne procede. Intanto i cittadini cercano risposte. La frequenza con cui questi impianti vengono installati inizia a preoccupare.
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