Spunta un vincolo sulla stazione Stop al progetto del distretto Asl

Da due anni allo Scalo manca una struttura per visite ed esami e ora si arenano i lavori per la nuova sede La Soprintendenza: «L’edificio ferroviario ha un interesse storico, non può ospitare attività sanitarie»
CHIETI. Spunta un documento della Soprintendenza Archeologia che blocca la realizzazione del nuovo distretto sanitario di Chieti Scalo alla stazione ferroviaria. I lavori, di competenza di Rete ferroviaria italiana (Rfi), avrebbero dovuto iniziare già a novembre scorso. La stessa Asl, a detta degli uffici tecnici che seguono il progetto, aveva già chiesto alle Ferrovie perché il cantiere non fosse ancora partito. Rete ferroviaria italiana aveva risposto che si stavano occupando delle ultime necessarie verifiche prima di iniziare materialmente le opere. Ieri, invece, al termine di una riunione in Comune, salta fuori un ostacolo imprevisto: le attività di tipo sanitario da realizzare alla stazione sembrerebbero non compatibili con l’interesse storico della stazione ferroviaria di Chieti Scalo.
PROGETTO MAI PARTITO La riunione di ieri mattina è stata convocata dal nuovo assessore comunale alla sanità Fabio Stella per capire cosa stesse succedendo al progetto mai partito. Alla riunione, presieduta dal sindaco Diego Ferrara insieme all’assessore Stella, hanno preso parte la soprintendente all’Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Chieti e Pescara, Rosaria Mencarelli con l’architetto della Soprintendenza Giorgio Pezzi; il project manager di Rfi, Michele Cassone e il dirigente comunale del servizio di competenza, Valeriano Mergiotti. Doveva essere presente anche la Asl con il direttore generale Thomas Schael, che però a causa di altri impegni non è intervenuto.
«PREOCCUPATI» «Siamo molto preoccupati», hanno detto al termine della riunione sindaco e assessore, «da quanto emerso dal confronto e soprattutto di venire a conoscenza solo oggi, quando pensavamo che l’iter fosse già a buon punto, del fatto che sull’edificio della stazione di piazzale Marconi esiste una dichiarazione di interesse culturale da parte del Ministero alla cultura, che sembrerebbe rendere insuperabili le difficoltà di realizzazione del Distretto che dovrebbe nascere in quegli spazi, stando ai piani più volte annunciati dalla dirigenza Asl, che allo scopo ha stretto un accordo con Rete Ferrovie Italia». Il decreto ministeriale è stato emesso nel febbraio 2021. «Ci meraviglia il fatto che tale circostanza emerga ora», hanno sottolineato sindaco e assessore, «su iniziativa del Comune e non sia stata verificata prima da chi ha la competenza alla realizzazione del Distretto. Dal canto nostro, dovendo dare alla città una risposta concreta in merito a una struttura di servizio che ad oggi manca, chiederemo subito un incontro al direttore generale della Asl per confrontarci sulla questione e trovare una soluzione concretizzabile a breve termine, affinché Chieti Scalo non resti più priva dei servizi sanitari. Un chiarimento che diventa ora indispensabile, anche con riferimento agli accordi presi con la direzione generale circa i locali dell’ex asilo Peter Pan, che nell’intesa Comune-Asl sarebbero stati una tappa intermedia e temporanea per la dislocazione di alcuni servizi territoriali quali il Cup, un centro prelievi e un ambulatorio, in attesa della realizzazione del Distretto. Rinnoviamo», hanno concluso Ferrara e Stella, «la nostra disponibilità a fornire la massima collaborazione per la soluzione del problema, nel rispetto delle competenze di ognuno e soprattutto a beneficio della collettività».
CHIUSO DA DUE ANNI Il distretto sanitario di Chieti Scalo è chiuso ormai da due anni. A deciderne la chiusura è stato il direttore generale Schael che, da poco insediatosi ai vertici dell’azienda sanitaria, ha preso atto delle notevoli criticità della vecchia sede di via De Litio, da tempo completamente inadeguata, e ha chiuso la struttura senza prima trovare una sede alternativa. Una decisione che ha provocato disagi all’utenza e anche molti attacchi politici nei confronti del vertice Asl.

