Spunta una nuova accusa contro Allegrino

29 Luglio 2015

Casse Confcommercio svuotate, il pm contesta all’ex presidente anche i soldi della festa di San Michele

CHIETI. Si aggrava la posizione dell’ex presidente provinciale di Confcommercio Chieti, Angelo Allegrino, sotto processo per appropriazione indebita perché avrebbe utilizzato a scopi personali i soldi dell’associazione di categoria. Ieri la prima udienza davanti al giudice Isabella Allieri nel corso della quale ad Allegrino è contestata una ulteriore accusa: si sarebbe appropriato di altri 4.480 euro di Confcommercio che erano destinati alla festa di San Michele del 29 settembre del 2012. Salirebbe così a oltre 65 mila euro la cifra che Allegrino avrebbe preso in maniera illecita dalle casse di Confcommercio tra il 2012 e il 2013, accusa, ovviamente, tutta da dimostrare nel corso del processo che proseguirà con la prossima seduta fissata al 28 gennaio del 2016. Secondo la procura, l’imprenditore frentano noto per l’azienda di latticini, utilizzava la CartaSi dell’associazione di categoria per spese personali, come viaggi aerei (per sé ma anche per i propri familiari), rifornimenti di carburante, ristoranti, ricariche di telefoni cellulare e anche gioco d’azzardo. La CartaSi era stata strisciata, ad esempio, per pagare soggiorni in hotel, molti dei quali in Sardegna (come il lussuoso Chia Laguna Resort visitato a settembre del 2012). La carta veniva utilizzata soprattutto nei distributori di carburante, dove venivano lasciate somme molto alte, e anche per altri tipi di spostamento, sia in aereo che in treno. Ci sono anche le somme spese per le scommesse a Eurobet (600 euro i soldi prelevati dalla carta lasciati, in un solo giorno, l’11 aprirle del 2012, alla Eurobet gioco di Lanciano). Molte le spese in ristoranti e trattorie, sia a Lanciano che a Chieti che fuori Abruzzo, ma anche quelle fatte in altri negozi, come l’Euronics di Lanciano dove vengono lasciati 170 euro a giugno del 2012. Secondo la difesa, l’ex presidente avrebbe utilizzato la carta di credito come una sorta di bancomat, prelevando, cioè, i soldi, ma poi rimettendoli in maniera liquida nelle casse di Confcommercio. Ma Allegrino dovrà essere in grado di provare che i soldi sono stati rimessi a posto. L’inchiesta è nata a seguito di un doppio esposto in cui si parlava di “gestione allegra” dei conti di Confcommercio. Il primo esposto era firmato dai revisori dei conti, il secondo era una denuncia di cinque consiglieri del direttivo provinciale dell’associazione di categoria, tra cui l’allora vice presidente Marisa Tiberio, che ora ricopre il ruolo di presidente provinciale. I membri del direttivo, non appena si sono accorti che qualcosa non andava, si sono dimessi dal proprio ruolo sfiduciando l’ex presidente che, senza più maggioranza, è decaduto dall’incarico. Fu una stagione tormentata per l’associazione di categoria, i cui dipendenti, tra l’altro, non se la passavano molto bene, visto che erano rimasti anche senza versamenti Inps.Ma la parola passa al giudice.