Spuntano altri 3 milioni di debiti Comune a rischio pignoramento

Si allunga l’elenco delle fatture mai pagate al Consorzio di Bonifica nel corso degli ultimi tre anni Il commissario dell’ente avvia la mediazione con Ferrara: accordo in 12 giorni o via all’azione esecutiva
CHIETI. Il Comune rischia un pignoramento da oltre 2 milioni di euro; l’amministrazione Ferrara ha 12 giorni di tempo per evitare l’onta di ritrovarsi con il conto corrente bloccato. L’operazione da 232mila euro appena autorizzata dal Comune per pagare fatture mai saldate in tre anni al Consorzio di Bonifica Centro è soltanto uno dei fronti aperti ed è la meno onerosa: il commissario del Consorzio di Bonifica, Paolo Costanzi, ha calcolato che il Comune ha un debito di quasi 3,3 milioni. È un debito che riemerge dal passato: 1,2 milioni riguardano l’uso dei depuratori di San Martino, Valle Para e Buon Consiglio fino al 2017; altri due milioni si riferiscono sempre all’utilizzo dei depuratori ma per il 2017 e parte del 2018. E per quest’ultimo importo l’azione esecutiva è già in corso: i mancati pagamenti sono finiti al centro di un decreto ingiuntivo da 2.081.841,49 euro emesso dal tribunale di Chieti; dopo l’opposizione del Comune, il tribunale si è dichiarato incompetente e il caso è finito al Tar di Pescara. Il 19 luglio scorso il Tar ha emesso la sua sentenza: «Dai documenti prodotti il credito risulta certo, liquido ed esigibile». Quindi, il Tar «ingiunge al Comune di Chieti di pagare immediatamente la somma di 2.081.841,49 euro oltre ad interessi». E dalla sentenza emerge un dettaglio: «Il Comune di Chieti non si è costituito in giudizio». Per un contenzioso da oltre due milioni di euro, l’allora amministrazione di Umberto Di Primio ha deciso di non nominare un avvocato.
Il risultato della linea difensiva del Comune è che, dal 19 dicembre in poi, il Consorzio di Bonifica potrebbe pignorare il conto dell’amministrazione senza bisogno di chiedere il permesso. Ma non è l’obiettivo di Costanzi: il commissario ha già indossato i panni del mediatore, ha avuto un incontro virtuale con il nuovo sindaco Diego Ferrara e la soluzione finale potrebbe essere quella di dilazionare il pagamento in tre o più rate. Ma il commissario non è un politico con un concetto elastico e relativo del tempo che passa: senza un atto ufficiale del Comune entro due settimane, l’azione esecutiva del Consorzio di Bonifica è destinata ad andare avanti.
Perché il Comune, da tre anni, abbia ignorato le fatture del gestore del depuratore non lo dice nessuno. Di certo c’è che è avvenuto tutto dopo lo scandalo giudiziario che, il 20 ottobre del 2016, ha travolto il Consorzio di Bonifica con 4 arresti. Da allora, con lo spettro dell’inchiesta penale per un presunto traffico illecito di rifiuti intorno al depuratore, si sono chiusi i rubinetti dei pagamenti. Si torna a parlare del debito adesso che l’inchiesta Panta Rei è giunta allo scoglio del processo per una presunta truffa da 300mila euro al Comune di Chieti, sconti alle imprese amiche per oltre 3 milioni di euro, fatture gonfiate per pagare anche cene organizzate con i dipendenti. E poi scarichi di sostanze tossiche «direttamente» nel sottosuolo e nel fiume Pescara e dati «palesemente manipolati» per nascondere «l’inefficacia del trattamento depurativo e continuare a esercitare l’illecita attività di smaltimento».

