Squadra di calcio: Salvi difende D’Angelo

20 Dicembre 2014

GUARDIAGRELE. L’assessore comunale allo sport, Leo D’Angelo, non ci sta a farsi addebitare dal coordinatore dell’associazione “Guardiagrele al Centro”, Luigi Capuzzi, le responsabilità della...

GUARDIAGRELE. L’assessore comunale allo sport, Leo D’Angelo, non ci sta a farsi addebitare dal coordinatore dell’associazione “Guardiagrele al Centro”, Luigi Capuzzi, le responsabilità della scomparsa del Borrello calcio dal campionato di Eccellenza, verificatasi nei giorni scorsi con il ritiro della squadra da parte del presidente Gerardo Petrolla. «La verità», osserva D’Angelo, «è che dopo il tracollo del Guardiagrele calcio, alcuni ex dirigenti della squadra granata, dopo avermi fatto conoscere il signor Petrolla, mi presentarono un progetto all’apparenza serio, per arrivare a trasformare calcisticamente il Borrello in Guardiagrele, rimanendo in Eccellenza. Concessi la disponibilità del campo comunale e, su richiesta, cercai di coinvolgere al progetto alcuni imprenditori locali. Questi ultimi, però, notando la presenza di ex dirigenti granata, consci della sorte toccata al Guardiagrele calcio, rifiutarono di dare qualsiasi tipo di aiuto economico».

D’Angelo evidenzia che in realtà il comportamento messo in atto dal coordinatore dell’associazione “Guardiagrele al Centro”, ha anche una lettura di stampo politico. «Capuzzi», osserva infatti D’Angelo, «in prossimità delle elezioni comunali, non avendo credibilità politica, punta a screditare l’operato altrui per emergere. Per questo, mi ha usato come capro espiatorio addossandomi responsabilità in un progetto che, in realtà, è fallimentare da anni e che lui dovrebbe ben conoscere, visto che ne è stata parte attiva prima e vero artefice ora».

Sulla vicenda, intanto, per difendere l’assessore D'Angelo, scende in campo anche il sindaco, Sandro Salvi. «Gli attacchi di Capuzzi a questa amministrazione comunale», afferma Salvi, «sono fatti di cronaca quotidiana. Soprattutto il voler attaccare l’assessore D'’Angelo, significa poi, non conoscere, o non voler conoscere, le attività da lui svolte, quale organizzatore di eventi sportivi mai visti prima d’ora nella storia di Guardiagrele. Il problema del Guardiagrele calcio non può poi essere visto come disinteresse dell’amministrazione comunale che ha avuto sempre a cuore l’attività sportiva. Esso», conclude Salvi, «ha invece radici profonde che riportano al distacco della società con le forze economiche locali che, per vari motivi, non hanno voluto più sposare il progetto del Guardiagrele calcio».

Giovanni Iannamico

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