Squillo nei night, tutti assolti dopo 13 anni

Finisce il processo sul locale Twin Peaks di Gissi: cadono le aggravanti e per i cinque imputati scatta la prescrizione
VASTO. Operazione Tacchi a spillo, tutti assolti dopo 11 anni. Il tribunale di Vasto, presidente Italo Radoccia, giudici a latere Fabrizio Pasquale e Gabriella Izzi, ha emesso la sentenza per i 5 imputati ieri pomeriggio pochi minuti dopo le 14. Guido ed Eutimio D’Orazio, di 37 e 34 anni di Gissi, gestori del night Twin Peaks, Michele Fiore, 78 anni, titolare di un residence, Daniela Elena Burticioiu, 45, e Camillo Stampone, 62 anni operaio di Gissi sono stati assolti per prescrizione dei reati. L’accusa era di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina e allo sfruttamento della prostituzione. Reati per i quali il pm Gabriella De Lucia aveva chiesto la condanna a 4 anni di reclusione.
«La prescrizione è stata possibile perché i giudici hanno accolto la tesi difensiva. Sono cadute le aggravanti ed è rimasta solo il reato di immigrazione che è stato estinto», spiega l’avvocato Nicola Chieffo che insieme ai colleghi Antonello e Giovanni Cerella, Elisa Pastorelli e Sandro D’Aloisio ha difeso gli imputati.
Cala quindi il sipario su una delle vicende più discusse e controverse degli ultimi anni: decine i testimoni sfilati in questi anni sia per l’accusa che per la difesa. La vicenda partì da una indagine della Digos e degli agenti del commissariato su un presunto giro di squillo cominciato nel maggio 2004 all’interno del Twin Peaks, un night di Gissi. Gli ordini di custodia cautelare all’epoca furono firmati dal gip Giuseppina Paolitto ed eseguiti dagli agenti della Digos. Ci vollero mesi per arrivare alla conclusione. Secondo gli investigatori il presunto giro di squillo sarebbe stato avviato nel 2004 con l’arrivo a Vasto di ragazze straniere belle e soprattutto disponibili, approdate sui lidi istoniensi con permessi turistici. Secondo la ricostruzione della polizia a turno una cinquantina di ragazze sarebbero state ingaggiate nei night e ospitate in un residence di Vasto marina. «Non è mai successo nulla di tutto questo», ha ribadito l’avvocato Antonello Cerella. Per i difensori ciò che avveniva nei night era assolutamente legale. «Non c’è mai stato sfruttamento della prostituzione. Le ragazze agivano autonomamente e facevano quello che volevano spontaneamente», hanno insistito i difensori. Alla lettura della sentenza hanno tirato tutti un sospiro di sollievo.
Due settimane fa si è conclusa felicemente per gli indagati anche un altro processo simile scaturito da un’altra maxi operazione contro l’immigrazione clandestina di straniere che arrivavano dai paesi dell’Est con permessi di soggiorno per fini turistici e poi cominciavano a lavorare come entraineuse. Alcuni imputati assolti dopo la lunga odissea giudiziaria hanno preannunciato richieste risarcitorie.

