Stadio a pezzi, scontro Chieti-Comune

L’Angelini sprofonda nell’incuria e il presidente neroverde accusa: Di Primio ci abbandona. Il sindaco: è colpa della società
CHIETI. È scontro totale tra il Chieti calcio e il Comune. La gestione dello stadio Angelini innesca una guerra tra il presidente neroverde Filippo Di Giovanni, nonché consigliere comunale del Pd, e il sindaco Umberto Di Primio. Dopo l’attacco dei giorni scorsi della società teatina, che ha puntato il dito contro il Comune per lo stato di abbandono in cui versa lo stadio, soprattutto per le pessime condizioni del terreno di gioco, i toni si accendono. Ieri mattina Di Giovanni ha incontrato in Comune l’assessore allo sport Antonio Viola per trovare una soluzione al problema dell’Angelini. I due avevano concordato di scrivere un comunicato stampa congiunto con il quale il Chieti e il Comune si impegnavano a collaborare per risistemare il campo. Poi è intervenuto Di Primio. E sono volati gli stracci. «Di Giovanni mente», attacca il sindaco. «Se oggi il campo è in queste condizioni, le responsabilità sono del Chieti. Il problema è dovuto dal fatto che lui non ha svolto i lavori di manutenzione ordinaria, compresi quelli sul campo, che era obbligato a fare avendo aderito alla tariffa B che permette alla società di utilizzare lo stadio con tariffe agevolate, pagando 60 euro a partita. Su questo non ci sono dubbi. Me lo confermano gli uffici comunali. Di Giovanni non è in grado di fare il presidente del Chieti», rincara la dose Di Primio, «e mente ai tifosi dicendo che la colpa è del Comune. Trovo vergognoso che un consigliere di opposizione utilizzi quello che è un simbolo della città, il Chieti calcio, per fare propaganda di bassissimo livello. Di Giovanni non scarichi sul Comune responsabilità che sono di chi ha voluto prendere in mano un giocattolo che oggi non è in grado di portare avanti». Il Chieti minaccia di lasciare l’Angelini e di giocare le partite casalinghe fuori città. «Questa vicenda è sconcertante», risponde il presidente neroverde. «Sono deluso dal comportamento del sindaco. Non occuparsi della squadra della città e lasciare lo stadio in totale abbandono, ignorando che non c’è nessun disegno politico dietro questa storia, è un atto di vigliaccheria. Noi abbiamo fatto tutti i lavori previsti da contratto, tanto è vero che oggi il Chieti vanta un credito nei confronti del Comune come risulta dagli atti depositati negli uffici competenti. Invito il sindaco a venire allo stadio dato che da tre anni che mi occupo della squadra non l’ho mai visto varcare la porta dell’Angelini». La rottura è totale. «A queste condizioni, se la situazione non si risolve», dice Di Giovanni, «prenderemo in considerazione l’ipotesi di lasciare l’Angelini. E Di Primio dovrà assumersene la responsabilità». Se non si trova subito una soluzione, a pagarne le conseguenze sarà la squadra che è penalizzata dal campo e ha già perso per strada diversi punti. «Nessun atto di vigliaccheria», replica Di Primio. «Ho solo detto di non fare un comunicato stampa congiunto perché le cose non stanno come dice Di Giovanni. I lavori toccherebbero al Comune se fossero di manutenzione straordinaria, ma se siamo arrivati a questo punto è perché la società non ha fatto quello che doveva fare. Mi prenderò carico, se necessario, di mettere a posto l’Angelini», conclude il sindaco, «nonostante il Comune non navighi nell’oro soprattutto grazie a qualche consigliere comunale, tipo Di Giovanni, che da una parte fa il presidente e viene a chiedere e dall’altra fa il consigliere tentando di affossare i conti del Comune. Se vuole fare il presidente, lo faccia senza usare il calcio per fare politica».
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