Stadio Biondi, ecco i fondi per riqualificarlo

Ipotesi sintetico nel 2024: ora, invece, i lavori per renderlo disponibile nel prossimo campionato
LANCIANO. A guardare il terreno arso dal sole non si pensa che sia stato un campo di calcio e si fa ancora più fatica ad immaginarlo di nuovo verde e magari con il manto in erba sintetica. Il campo è quello dello stadio Biondi che, già in condizioni pietose alla riconsegna da parte del Lanciano 1920 il 30 giugno scorso, ora sembra un deserto. Ma, grazie al mutuo che erogherà il credito sportivo di 100mila euro, sarà rizollato, seminato a fine settembre e di nuovo verde ad ottobre pronto per accogliere le partite.
Non solo: l’idea dell’amministrazione comunale è quella di mettere un campo in erba sintetica, e potrebbe essere realtà con un mutuo ad hoc del Credito sportivo che è pronto ad erogare anche i 200mila euro necessari per il palazzetto dello sport. Queste buone notizie per gli sportivi lancianesi arrivano dopo l’incontro, in videoconferenza, tra Andrea Abodi, presidente del Credito sportivo, il sindaco Filippo Paolini, l’assessore allo sport e alle finanze Danilo Ranieri e il consigliere Michele La Scala.
«Al presidente Abodi abbiamo spiegato le nostre emergenze», dice Ranieri, «subito i 200mila da mutuare per integrare i costi della ristrutturazione del palazzetto dello sport, visto che i 700mila euro ottenuti dal bando “Sport e periferie” non bastano, a causa dell’aumento dei prezzi. Abodi ha illustrato una nuova tipologia di prestiti, fondi destinati proprio per le maggiori spese che le amministrazioni ora hanno, per intraprendere o concludere progetti già finanziati. Ed è il caso del palazzetto. La domanda va fatta entro il 30 settembre, e possiamo farla perché abbiamo già fatto il calcolo di quanto occorre, appunto 200mila euro».
Poi si è parlato del Biondi che è fondamentale da rimettere in sesto e riaprire perché in città mancano i campi: Esposito smantellato, Re Di Coppe impraticabile, c'è solo il Di Meco, che sta scoppiando. «Abbiamo presentato ad Abodi il progetto della sistemazione del campo, 2 spogliatoi, servizi essenziali, parte di tribuna per100mila euro. Un progetto “minimo” per riaprire subito», riprende Ranieri. «Poi abbiamo illustrato l’idea, per il 2024, di un progetto più complesso che prevede il sintetico. Personalmente ritengo che è stato un errore mettere il sintetico al Di Meco, che non ha posti per gli spettatori e non al Biondi che ha quasi 7 mila posti e un campo in erba che consente, quando tutto è in ordine, un uso solo per le partite e al massimo un allenamento di rifinitura. E qui Abodi ha illustrato una nuova opportunità che si è aperta grazie alla collaborazione del Credito con Sport e Salute Spa che sviluppa progetti per gli impianti sportivi “chiavi in mano”. Il Comune chiede di fare il sintetico al Biondi e la società fa il resto; fattibilità, progetto, finanziamento fino alla riconsegna. E il sintetico per noi è il futuro del Biondi, per poterlo aprire a tutte le società».
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