Stadio, il pm chiede l’archiviazione

12 Settembre 2015

Lavori per il primo campionato di serie B: sindaco, assessori e due tecnici indagati per abuso d’ufficio

LANCIANO. Lavori di adeguamento dello stadio Biondi, fatti in urgenza nel 2012 dal Comune per permettere alla Virtus di partecipare al primo campionato di serie B: il sostituto procuratore Rosaria Vecchi ha chiesto l’archiviazione per il reato di abuso d’ufficio contestato alla giunta Pupillo per aver sottoscritto la delibera dei lavori e del loro affidamento senza gare.

Secondo il pm Vecchi non ci sono elementi per sostenere l’accusa nei confronti del sindaco Mario Pupillo e degli assessori Giuseppe Valente, Dora Bendotti, Valentino Di Campli, Antonio Di Naccio, Marcello D’Ovidio, Pasquale Sasso, dell’ex assessore Evandro Tascione, dei tecnici Giovanni Granà e Aldo Carosella. In attesa di pubblicare, nei prossimi giorni, il bando di gara per i nuovi distinti, l’amministrazione comunale tira un sospiro di sollievo.

Anche se spetta al Gip chiudere definitivamente la vicenda, accogliendo o meno la richiesta del pm. Potrebbe anche respingerla, sebbene la Procura abbia evidenziato che non ci sono gli estremi per proseguire. L’inchiesta è partita nel marzo 2013 in seguito a una serie di approfondimenti sui lavori, che costarono circa 800 mila euro, e sui finanziamenti recuperati attraverso fondi comunali, la donazione della Banca popolare di Lanciano e Sulmona, pagamenti di canoni arretrati e futuri da parte della società Virtus Lanciano per l’utilizzo dell’impianto. Ed era conseguente a un fascicolo aperto nel febbraio 2013 dalla Corte dei conti, su richiesta dei revisori contabili del Comune, che pure volevano vederci chiaro sullo spezzettamento dei lavori in diversi affidamenti a ditte private, invece di affidare il cantiere a un’unica ditta scelta tramite bando di gara.

Oltre 100mila euro di lavori sono finiti sotto la lente di ingrandimento della Procura, che ha sequestrato alcuni documenti negli uffici dell’assessorato ai lavori pubblici. Ora, alla luce anche della perizia svolta dal Ctu, la Procura chiede l’archiviazione del procedimento. Il consulente tecnico avrebbe, infatti, evidenziato che i lavori erano urgenti, pur essendoci perplessità sul fatto che c’era già un progetto, del febbraio 2010, di rifacimento delle vie di fuga delle tribune, sul quale i vigili del fuoco avevano espresso parere favorevole. Ad ogni modo per il tecnico lo spezzettamento degli interventi avrebbe davvero prodotto un risparmio economico e di tempi, come sempre sostenuto dall’amministrazione Pupillo. (t.d.r.)

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