Stadio, Viola chiude Pomponi all’angolo

Il Comune al patron del Chieti calcio: «Risponda o è fuori». Ma lui ribatte: «Io do chiarimenti solo a mia moglie e a Dio»
CHIETI. «Abbiamo solo chiesto precisazioni che ci devono essere date entro dieci giorni, altrimenti la gara d’appalto per la gestione dello stadio Angelini dev'essere annullata». L'ingegnere Paolo Intorbida, presidente della commissione aggiudicatrice del Comune, avverte la Chieti calcio. La società neroverde è stata l'unica ad aver presentato un'offerta ma, se entro sabato prossimo il patron Giorgio Pomponi non darà i chiarimenti richiesti, potrà dire addio alla gestione dell'Angelini che rimarrà nelle mani del Comune.
Ieri mattina l'assessore allo sport Antonio Viola e l'ingegnere Intorbida hanno risposto alle accuse di Pomponi che aveva tacciato l'amministrazione comunale di ostruzionismo. «La sua reazione è stata esagerata», spiega Viola in conferenza stampa. «Si sta alimentando una tempesta in un bicchiere d'acqua. Nell'avviso di gara era specificato che la commissione avrebbe potuto chiedere chiarimenti all'offerente». Ma è stata la stessa Chieti calcio a rendere pubblica la richiesta di precisazioni. «La società ha sbagliato a farlo perché la gara è ancora aperta», risponde Viola, piuttosto infastidito. «A Pomponi sono stati richiesti dei semplici chiarimenti sull'offerta economica e sulla garanzia di utilizzo dell’impianto da parte di tutte le società sportive. Ad esempio, nell'offerta del Chieti si fa riferimento alla realizzazione di un campo di calcio senza indicare il luogo e senza allegare planimetrie. La commissione chiede di sapere dove verrà realizzata la struttura. Per altre vie abbiamo saputo che vogliono fare un campo al Ciapi, ma qui stiamo parlando di una gara per l'affidamento e la gestione dello stadio Angelini e tutto ciò che non riguarda l'impianto non può essere preso in considerazione».
Gli altri due punti riguardano i costi di gestione e i ricavi derivanti dall'utilizzo dell'impianto da parte delle società di atletica. «Noi abbiamo preventivato un costo di gestione e manutenzione dello stadio di 253mila euro, mentre l'offerta del Chieti è di 90mila euro, di molto difforme da quanto indicato nel capitolato d'appalto. Il Comune paga circa 40mila euro solo per il pagamento delle utenze, quindi abbiamo chiesto chiarimenti in merito all'offerta. Inoltre, non sono indicati gli introiti provenienti dalle sette società di atletica che usufruiscono dello stadio. L'interesse dell'amministrazione è che tutti possano continuare ad utilizzare l'Angelini e chi lo gestirà deve garantirlo». I TIFOSI CHIEDONO FATTI. Alla conferenza stampa erano presenti anche una trentina di ultras della curva Volpi, gli 89 Mai Domi, che con toni accesi hanno chiesto al Comune di trovare un punto d'incontro con la società neroverde.
«La Chieti calcio è un patrimonio cittadino e dev'essere messa nelle condizioni migliori per poter lavorare», spiegano gli ultras. «Rispettiamo le altre discipline sportive, ma il Chieti è la prima squadra della città e merita la dovuta considerazione. Ci auguriamo che la questione dello stadio si risolva positivamente».
La città non si schiera né dalla parte di Pomponi nè da quella del Comune e attende fiduciosa un accordo. «In questi casi è difficile prendere una posizione», dice Luciano Ricciuti, tifoso della vecchia guardia e amministratore del gruppo "Chieti Report" su Facebook.
«Sono dispiaciuto sia per i risultati sportivi che per le questioni societarie. Caso stadio? Il Comune e Pomponi hanno le loro ragioni. Mi auguro, però, che si trovi un punto d'incontro per il bene del Chieti».
CHE SUCCEDE ADESSO? Il Comune tende la mano a Pomponi. «Per noi il capitolo non è chiuso», precisa Viola, «perché abbiamo tutto l'interesse ad affidare l'Angelini. Ci aspettiamo che la Chieti calcio risponda ai chiarimenti e che si possa arrivare all'aggiudicazione dello stadio».
Ma il patron neroverde è irremovibile: «I chiarimenti li fornisco solo a mia moglie e al Signore», ribadisce in serata. «Rinuncio allo stadio e a maggio lascio la società». Ha tempo fino a sabato prossimo per ripensarci.

