Start up interessata alla Dialifluids

12 Settembre 2015

È la Glomeria di Chieti nata 5 anni fa. Ma ci sono anche altre due ditte

CANOSA SANNITA. C’è anche la Glomeria Therapeutics interessata al futuro della Dialifluids di Canosa Sannita, l’azienda del gruppo Fresenius Medical Care che ha chiuso i battenti a fine agosto mandando a casa 102 lavoratori, con la sola possibilità di ritrovare ricollocazione in un altro stabilimento del gruppo, a Crema in Lombardia.

La Glomeria è una start up nata a Chieti cinque anni fa che ormai ha una linea di prodotti innovativi e certificati pronti per essere immessi sul mercato. «Al momento possiamo parlare solo di interesse», dice Andrea Zanella di Glomeria, «niente di più. Interesse normale da parte nostra visto che vogliamo realizzare gli stessi prodotti della Dialifluids: si tratta di dispositivi medici per la realizzazione della dialisi peritoneale, solo più innovativi, perché in grado di principali problemi della dialisi peritoneale, in particolare il rischio di contaminazione batterica che porta a peritoniti e al rapido degrado della membrana peritoneale».

Da indiscrezioni sembra che ci siano altre due aziende interessate alla Dialifluids. Si tratterebbe della Medica e della Spindial. Ma finora non c’è nulla di concreto.

Per questo motivo sia il sindaco di Canosa, Lorenzo Di Sario, che i sindacati hanno chiesto un incontro al ministero dell’Economia per capire se tra tante notizie ci possa essere qualche certezza affinché il patrimonio sia occupazionale che professionale della Dialifluids venga dispero per sempre.

«Prima di accendere false speranze tra i lavoratori», ha detto Carlo Petaccia della Filctem-Cgil, «vogliamo vedere cosa c’è di concreto. Per questo due settimane fa ho chiesto l’apertura di un tavolo ministeriale per cui siamo ancora in attesa di risposta», conclude il sindacalista. (a.i.)

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