Stellantis, da Cassino 90 operai Ma è sciopero anti-precettazione

Per aumentare la produzione l’azienda punterebbe a far arrivare in Val di Sangro fino a 250 lavoratori Protestano Slai Cobas e Usb Chieti: «Impoverito il nostro territorio: si potevano fare assunzioni qui»
ATESSA. Doppio presidio, ieri, alle 14 e alle 16, davanti ai cancelli dell'officina montaggio dello stabilimento Stellantis Europe Atessa. Le sigle sindacali di base, Slai Cobas e Usb Chieti, assieme a Flmu-Cub di Cassino, hanno manifestato il proprio dissenso nei confronti delle recenti politiche Stellantis applicate nello stabilimento di Cassino sui trasfertisti, ovvero dipendenti del gruppo che si spostano dal proprio stabilimento in aiuto di un altro. Ed è ciò che sta accadendo ad Atessa dove, come riportano le sigle sindacali, dal 18 dicembre è iniziato il trasferimento di 90 dipendenti da Cassino.
«Condividiamo le motivazioni rese pubbliche dai compagni della Flmu-Cub di Cassino», recita la nota sindacale, «a seguito dell’ennesimo accordo territoriale siglato lo scorso 5 dicembre a Piedimonte San Germano dai sindacati firmatari di contratto specifico Stellantis che obbliga alla trasferta trimestrale per esigenze aziendali tecnico-organizzative. L’ennesimo inciucio giustificato dal contenimento dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, ormai al termine in diversi stabilimenti italiani, che consente a Stellantis la "deportazione", all’occorrenza, di centinaia di operai verso altri siti, senza garanzie occupazionali nei territori, sottraendoli alle consuetudini e agli affetti. Consapevoli che tale intesa potrebbe estendersi in altre fabbriche stravolgendo le condizioni di vita degli operai comandati, esprimiamo piena solidarietà ai trasfertisti di Cassino coinvolti ed auspichiamo la loro partecipazione alle prossime iniziative sindacali promosse a tutela degli interessi collettivi».
Secondo voci interne allo stabilimento la richiesta di trasfertisti da Cassino dovrebbe arrivare a regime ad un numero di circa 250 lavoratori. Stellantis Europe Atessa, infatti, da mesi è in salita produttiva, con l'aumento della produzione giornaliera e la prospettiva, dichiarata nei giorni scorsi dalla Fim nazionale per voce del segretario Ferdinando Uliano, di arrivare alla fine del 2024 ad oltre 250mila veicoli prodotti contro i 230.280 del 2023. E già nei mesi scorsi lo stabilimento dei furgoni commerciali leggeri aveva dovuto ricorrere a manovalanza di gruppo. A ottobre erano arrivati 37 lavoratori dalla Slovacchia, dallo stabilimento del gruppo di Tnrava e nelle settimane precedenti l'azienda aveva fatto richiesta di circa 120 dipendenti dallo stabilimento di Melfi da dove, però, sono arrivati solo 9 lavoratori. «Questa politica scellerata di Stellantis», considera Giordano Spoltore, coordinatore provinciale Slai Cobas, «conferma che non ci sarà alcun investimento a Cassino e impoverisce il nostro territorio dove potevano essere assunte 250 persone e invece si impone alle famiglie dei dipendenti una trasferta forzata in cambio di lavoro. Ad oggi inoltre non c'è contezza di un piano industriale».
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