Stil novo via chat: «E chiudi le schole»

3 Marzo 2020

Un alunno geniale si appella al sindaco Umberto Di Primio e chiede la chiusura delle scuole a causa del coronavirus con un messaggio preso in prestito dal dolce stil novo. E su Messenger va in scena...

Un alunno geniale si appella al sindaco Umberto Di Primio e chiede la chiusura delle scuole a causa del coronavirus con un messaggio preso in prestito dal dolce stil novo. E su Messenger va in scena uno scambio d’altri tempi come se in quel passato remoto le chat fossero sempre esistite: «Attendiamo come al solito il suo verdetto ma qualunque esso sia a noi stare sempre bene poiché “la nostra volontà quieta virtù di carità, che fa volerne sol quel ch’avemo, e d'altro non ci asseta”», così lo studente Matteo chiede la serrata delle scuole per azzerare il rischio di contagio. Di Primio, inizialmente stupito per l’eloquio, risponde per le rime e regge il gioco rispolverando le reminiscenze degli studi umanistici e definendo il coronavirus «terribil morbo del Sol Levante»: «Cantor Matteo, che descrivi in versi così carezzevoli il terribil morbo del Sol Levante, accolta la fiducia e audita la terza rima dantesca, sia teco pace e salubrità». Lo studente replica: «Ordunque, ben m’appago del suo rimando e lo capo chino innanzi a cotanta sapienza. De sua risposta lo mio cor fa tesoro». E il sindaco continua a tenere testa allo studente appassionato di letteratura e, con un guizzo, gli dice che le scuole resteranno aperte: «Sul già vessato limen de l’aperir o serrar le schole la deliberazione assunta cangierà sol dinanzi a grave mutamento che ebbe per principio rovinoso avvenimento».